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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione. Buona lettura. Agnese Benedetti

18 May

La leggenda della ninfa Porrina

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Tradizioni

   scoglio-di-roccaporena.jpg

 Lo scoglio di Roccaporena (Cascia, Perugia).

 

 

Non esiste angolo della Valnerina che non possegga un mistero pronto a spiegarvi la posizione di un sasso, di un ruscello, di una corrente d'aria, e non esiste posto dove non ci sia qualcuno pronto a raccontare...

 

 

Sull'alto scoglio di Roccaporena, a occidente di Cascia in un antro nascosto fra le rocce, viveva la ninfa Porrina, divinità dei monti che consegnava responsi dalla sua grotta d'oro.

Decine e decine di viandanti risalivano la vallata del fiume Corno, fino all'incrocio con il torrente Tessino, incedendo fra i boschi di carpino nero, tra le piante di roverella e acero montano. Giungevano alla bocca dell'oracolo pronti a superare ogni prova pur di ascoltare la profezia cercata.

Scorrevano, lentamente, le vicende umane con i ritmi del tempo, le lunazioni, i solstizi, gli equinozi.

La ninfa si bagnava alla fonte e alimentava il suo focolare, sorvegliando la fecondità di Madre Terra che produceva foglie e boccioli, fiori e frutti.

 

Sul far dell'autunno Porrina uscì dalla grotta  e pronunciò la sua profezia più importante: la nascita di un fiore a Roccaporena.

Un fiore che tutto il mondo avrebbe conosciuto e che avrebbe sparso il suo profumo nel cuore delle genti.

L'anno 1380, nel piccolo e umile villaggio di Roccaporena, da Antonio Lotti e Amata Ferri, nacque Margherita, santa Rita da Cascia, la Santa delle rose.

 

 

(tratta da "Leggende e scantafavole d'Umbria" di A.Benedetti, Vallo di Nera 1998. Foto di Caterina Armento per www.panoramio.com )
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M
<br /> Ma che bella storia :-)<br />
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B
<br /> <br /> Una zona tutta al femminile, a partire dalla Sibilla del Vettore per finire con la ninfa della Cascata delle Marmore...i miti uniti alle bellezze naturali<br /> <br /> <br /> <br />
A
<br /> Io so solo che ogni volta che veniva a trovarci qualcuno da fuori regione (e mio padre che ha lavorato sempre in trasferta per l'italia e anche all'estero con l'Ansaldo aveva tutti amici di<br /> fuori) automaticamente li portavamo in Valnerina. Era sempre la strada per Norcia e Cascia, anzi per Cascia e Norcia, perché il primo passo era sempre Santa Rita, prima Roccaporena poi Cascia.<br /> Quindi a me la Valnerina sin da bambino ha sempre rappresentato la via da seguire, uscendo da Terni per "ristorarmi" cercando bellezza, pace e quieto vivere. Poi mio nonno paterno, che pure non<br /> era un cristiano praticante, aveva una predilizione per Santa Rita. Gli arrivava a casa un giornaletto da lassù che ogni anno gli mandava un contributo.<br />
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B
<br /> <br /> Questa consuetudine continua a vivere. Forse gli atteggiamenti sono cambiati, ma ancora molti salgono a fare una visita. Per quanto le cose possano essere cambiate la Valnerina conserva<br /> sempre un immediato misticismo, fatto di silenzio e di armonia <br /> <br /> <br /> <br />
A
<br /> Quante leggende nella nostra valle. Mi viene anche in mente, il Pastore Velino che si getta dalla sua Ninfa Nera, a proposito della Cascata delle Marmore. E poi mi piace che i nostri santi sono<br /> "sui generis". San Valentino giustiziato perché unisce una cristiana e un pagano. Santa Rita che si sposa, ha famiglia, e perdona gli assassini del suo marito e dei suoi figli, non vogliono farla<br /> Santa e il signore la catapulta all'interno del convento in cui fu rifiutata. San Francesco che rinuncia al suo agio e alla sua Assisi e va a predicare nelle montagne della piana reatina, spoglie<br /> e naturali come il predicare di nostro signore. San benedetto che fonda l'ordine e il regolamento dell'"ora et labora". E la nostra Valnerina è crocevia di tutte queste storie.<br />
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B
<br /> <br /> Siamo fortunati a respirare tanta cultura, bellezza e armonia della natura. Ogni tanto qualche nota stonata viene fuori, ma nel complesso la Valnerina ha una piacevolezza omogenea, unica,<br /> ancora densa di misticismo. Il culto di santa Rita è, poi, molto legato a Terni e alla sua caratteristica di città industriale. Rita è la santa degli impossibili, delle rose e<br /> anche del motore. La sua canonizzazione a inizio novecento fu appaiata all'industrializzazione di Terni che da poco aveva visto nascere le acciaierie.<br /> <br /> <br /> <br />

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