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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

23 Nov

Boh! Quanto siamo responsabili delle catastrofi ambientali?

Pubblicato da berenice.over-blog.it  - Tags:  #Attualità

300420091077.jpgDifficile rassegnarsi di fronte alla tragedia delle alluvioni che stanno colpendo di settimana in settimana l'Italia. Ieri a Genova, in Lombardia, in Toscana, oggi nel messinese. Difficile farlo perché dalle immagini che vengono diffuse dai mezzi di comunicazione scaturisce un dato di fatto: l'uomo si fa cogliere assurdamente dal normale, seppur eccezionale, comportamento della natura. Perché succedono tante catastrofi? Boh! Eppure è abbastanza chiaro.

Un fiume, un torrente devono avere un alveo su cui scorrere, devono avere delle casse di compensazione quando la loro portata aumenta per la caduta massiccia della pioggia. Non si possono autorizzare costruzioni di edifici dove non c'è stabilità, dove storicamente i corsi d'acqua sono esondati. Qui l'abusivismo non è solo una ferita al paesaggio dal punto di vista estetico, è un colpo inferto all'equilibrio strutturale, orografico. 

L'Italia è un Paese a forte rischio idrogeologico ed è anche uno Stato che spende molto in Protezione civile. Soprattutto per quella dell'emergenza però, più che per quella della prevenzione e dell'assetto del territorio. Eppure gli studi degli enti di bacino hanno identificato lo stato di pericolosità di ciascuna regione ed hanno elaborato un'articolata pianificazione che aspetta solo di essere rispettata o al massimo completata.

Lo sviluppo di una Nazione non passa attraverso le tonnellate di cemento colate a macchia espandente sopra i vecchi campi, ma si riconoscere nel  grado di benessere e di sicurezza dei cittadini.

Troppe volte la colpa  dei disastri non è della natura matrigna ma dell'uomo sciocco e avido che danneggia proprio se stesso, è colpa dell'incuria, dell'indifferenza e della speculazione sia affaristica che ingorda di consensi politici.

Quanto sta accadendo in queste settimane da nord a sud, ricorda storie trascorse e ancora aperte come lo strazio del terremoto d'Abruzzo con gli edifici mal costruiti ripiegati su se stessi, il crollo della scuola di san Giuliano di Puglia, le frane luttuose della Campania che spazzavano via le casupole addossate a versanti fragili e inagibili, il replay della disperazione in Sicilia. Troppi morti, troppi costi per chiudere la stalla dopo che i buoi sono usciti, per far sollazzare chi sfrutta queste situazioni.

Interi territori abbandonati, le montagne sempre più lasciate a se stesse e le città zeppe di abitanti, di strade d'asfalto, di palazzi a più piani, di piazze con pochi alberi che sembrano quasi monumenti al verde che non c'è più.

Tutto questo non fa bene al nostro vecchio Mondo, alla natura che 'naturalmente' si ribella, anzi si comporta come ogni tanto ci si dovrebbe aspettare. Servono responsabilità e chiarezza. Non dimentichiamolo, non ne avremmo più tempo.

 

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