Lo spread? Tutta questione di spr...
Ci sono parole che in determinati momenti acquistano una potenza da capogiro.
Spread, vocabolo inglese che significa differenza, al giorno d'oggi in Europa è il termine più citato e temuto dagli economisti, dai politici (non solo quelli italiani che hanno mostrato la loro insipienza davanti alle telecamere Tv) e dalla povera gente (dove il povera non è solo un attributo di riminiscenza letteraria).
Spread significa, dunque, differenza: nel caso attuale differenza di tassi d' interesse fra i titoli di Stato tedeschi e quelli italiani, tra quelli tedeschi e quelli spagnoli, ecc. in una catena di comparazioni che sottolinea la crisi finanziaria in cui è caduta l'Europa. Un continente dove gli Stati sono colpevoli di aver accumulato debito pubblico, senza prendere in tempo gli opportuni provvedimenti.
Oggi lo spread italiano è a quota 480, seguito da quello spagnolo (dove ieri si è votato per il nuovo premier) a 448 e da quello francese a 152 punti.
Un ribasso per i nostri titoli si è avuto a fine settimana con il varo del governo Monti, 'miracoloso' punto di svolta per dirla alla Enrico Letta (deputato dle Pd ed ex ministro, estensore di eleganti e sostanziose letterine).
Parola potente, questo spread, dal significato intenso e deflagrante. Parola breve, formata da un tema che è più lungo della desinenza.
Quel tema mi attira perché a volte le parole denunciano situazioni ma contengono in sé anche sfumature di senso e le soluzioni ai problemi.
Spr...anzi spre... è la radice di spread, ma anche di altre parole che ne diventano traslati significati:
spre- come spreco, cioè il cattivo uso, il consumo eccessivo e inutile dei beni e delle possibilità;
spre- come spregio, cioè l'alterigia, il disprezzo per la cosa pubblica, per le regole, per l'equilibrio e la decenza, la noncuranza;
spre- come spremere, perché chi paga non ne può più di lavorare o campare per le tasse;
spre- come spregiudicato, perchè così è colui che agisce senza scrupoli.
Se poi chiamo in aiuto un buon vocabolario, a questi lemmi se ne aggiungono altri di uso un po' meno comune, ma sempre in linea con quanto detto:
spre- come spreciso, aggettivo che rivela trascuratezza e negligenza;
spre- come spregnare, cioè sgravare (il peso del debito non si può più sopportare) e, infine, spre- come spretato, che non voglio usare come termine anticlericale ma solo metaforico.
Spretato è colui che ha lasciato un abito e una condizione particolari: è ormai ora che anche in economia si cambino vesti e comportamenti, non per necessità ma per convinzione.