Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

30 May

Petrone da Vallo, una storia cinquecentesca di ribellione contro le tasse

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Curiosità umbre

 Petrone da Vallo Vallo di Nera brigante Picozzo Brancaleone
 
Il fumo spargeva un odore acre avvolgendo le case e le persone e si stendeva pietoso a nascondere i corpi di Petrone e del suo figlioletto, arsi vivi in un abituro.
 
Era il 1523. Scrive Severo Minervio che Spoleto ordinò la morte di Petrone per porre fine al movimento di rivolta che i comuni della Valnerina avevano portato avanti per ben due anni, ribellandosi alla città per le imposizioni di tasse e per le continue richieste di arruolamento militare.
 
Capi della rivolta erano stati Petrone da Vallo e Piccozzo Brancaleoni.
 
I due, dopo aver costituito una banda di audaci e ribelli, si erano  posti intorno ai castelli di Rocchetta, di Ponte, di San Felice e Vallo per sottometterli a operare con loro. Avevano già dalla loro parte Paterno, Cerreto e Sellano, mentre era fallita l’impresa contro Scheggino difeso dalle donne.
 
“Vallo assaltato con maggior impeto, fu preso, fatto pieno di rovine e di sangue e spogliato di ogni cosa” -si legge negli annali spoletini.
 
Lo spagnolo Alfonso da Cardona, giovane neo governatore di Spoleto, temendo di perdere il controllo di quei preziosi  territori che controllavano la valle del Nera e una vasta rete di comunicazione, cavalcò alla volta di Vallo accompagnato da pochi familiari e da alcuni cittadini.
 
Petrone organizzò i suoi uomini armandoli  di spiedi, panciotti e schioppetti, pronti a difendersi e a difendere i loro ideali.
 
Presso il ponte di Piedipaterno sul fiume Nera, il governatore e il ribelle si incontrarono.
 
Alfonso dette un colpo di giannetta a Petrone facendolo cadere da cavallo.    
 
Ne seguì una mischia feroce che portò alla morte Alfonso, trucidato da squarcianti ferite.
 
La notizia portò a Spoleto un grave lutto e subito furono inviati in Valnerina più di mille fanti che obbedivano agli Orsini e ai Varano di Camerino. Tanti, troppi soldati  per contrastare l’ardimentoso e limitato esercito di Petrone, composto da spericolati e canaglie –come scrisse la storia ufficiale- sovversivi e temerari.
 
I capi dei tumulti furono presi e per Petrone fu emessa la condanna a morte.
 
Il corpo del ribelle fu mutilato ed esposto a monito dei traditori di Spoleto, mentre le fiamme bruciavano la sua torre,  che ancora oggi si intravede fra le case di Vallo di Nera, con accesso lungo la via di Mezzo.
 
Il fuoco cancellò il tentativo di uscire dalle antiche e pesanti convenzioni stipulate con Spoleto.
 
Agli abitanti di Vallo non restò che rinnovare la sudditanza e la fedeltà, sancendo l’impegno con un grande affresco dedicato alla Madonna nella chiesa di san Giovanni Battista. La comunità chiamò e pagò il pittore Giacomo Santoro da Giuliana, conosciuto come Jacopo Siculo seguace del grande Raffaello, che ultimò l'opera nel 1536.
 
Anche la  monofora dell’abside fu tamponata per aumentare lo spazio da decorare e per accogliere il bellissimo dipinto dedicato alle Storie della Vergine, come già Filippo Lippi aveva fatto nel Duomo di Spoleto.
 
 
           
 
Commenta il post

Andrea 09/16/2014 23:35


Grazie. Con dispiacere non posso andarci, se pur la mia Famiglia viene da Borgo, io abito nel Veneto. Devo aspettare le prossime estate per potermi documentare, per il momento ho preso nota di
passare per Vallo di Nera, segnando le cose per documentarmi in modo piu ampio. La Regina Ponzia di Ponte e dei suoi pulcini lo sentita raccontare dalla stessa signora che Le ho parlato nel
commento precedenti, degli altri mi sono preso nota. Grazie ancora :)

andrea 09/16/2014 23:00


Chi l' avrebbe detto, fantastico. La storia l' avevo sentita da una signora di Borgo
Cerreto, chiedendo le varie storie e leggende del posto in particolare di Ponte, Cerreto e Borgo per poi
arrivare a Vallo del Nera. Non è facile trovare le varie storie di ogni singolo borgo
della Valnerina, al meno che non si va in ogni singolo posto a documentarsi o le trovi sul web. Sono sempre
felice che ci sono persone che amano questi posti con le loro tradizioni, coltura e
storia, che cercano di farli Conoscere alla gente. :)

berenice 09/16/2014 23:05



Nella Casa dei Racconti di Vallo puoi trovare la Regina Nolfa, la Ninfa Nerina, la Regina Ponzia, il Guerin Meschino, la Sibilla, il Conte Inarco, la Ninfa Porrina...le Vallantae...



Andrea 09/14/2014 22:46


Eccolo, finalmente...! Sembrava solo che era una leggenda invece è una storia vera. :)

berenice 09/14/2014 23:56



Sì, è proprio una storia vera. I discendenti di Petrone hanno abitato a Vallo di Nera fino ad alcuni anni fa. La casa non è stata bene identificata anche se il direttore della sezione
dell'archivio storico di Spoleto la colloca nell'allora contrada di San Giovanni.



Mara 06/07/2012 18:50


Bellissima Spoleto così come molte altre cittadine Umbre

berenice 06/07/2012 20:00



Grazie per il commento. Le nostre città conservano ancora molti monumenti e il passato storico è veramente palpabile a ogni angolo. Saluti! Ho appena aderito alla tua community.



Archivi

Sul blog

Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.