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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

07 Oct

La mela a muso di bove, una varietà antica che cresce in Valnerina

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Gastronomia

 

PIC_0177.JPG

 

Il nome deriva dalla forma, larga in cima dove si attacca il peduncolo e più stretta alla base.

La mela a muso di bove è chiamata curiosamente così perché, se guardata orizzontalmente, ricorda la faccia degli animali che un tempo erano presenti in tutte le campagne, deputati a svolgere l'aratura e a tirare i carri.

Il frutto appartiene alla miriade di varietà storiche che ogni tanto vengono rinvenute e coltivate da appassionati ed è particolarmente gustoso e fragante. Gli esemplari della foto sono stati raccolti da un albero che cresce a Vallo di Nera, nella Valnerina umbra, a 500 metri di altitudine. 

La buccia si presenta liscia e a due colori striati, il giallo e il rosso, mentre la polpa è di colore bianchissimo. Il sapore è leggermente acidulo, fresco e molto godibile. Un frutto da consumare piacevolmente a morsi, dalla scorza fino all'esile torsolo che contiene i semi.

La varietà è davvero molto antica, tanto che se fa ne fa menzione da secoli. Gli alberi sono rustici, resistenti agli sbalzi climatici e agli attacchi degli insetti.

Una volta raccolte, le mele a muso di bove si possono conservare in ambiente asciutto dall'autunno fino alla primavera, avendo l'accortezza di stenderle su carta o su paglia oppure si possono tagliare a fettine da far asciugare in forno (un tempo si infilavano nei forni a legna adagiate sulle seccaiole): in questo caso prendono il nome di spartecchie. Le spartecchie, durante l'inverno venivano usate per preparare uno sciroppo lenitivo della tosse.

A dicembre le mele a muso di bove entrano nella ricetta della tòrta di Natale, lo strudel a pasta sottile farcito di mele cotte, noci, cioccolato, cannella, noce moscata, pinoli, bagnato con alchermes e avvolto a spirale.

Tutto in una noce: usi, ricette, curiosità, stregonerie  

 

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Laura 10/09/2014 13:20


Grandissima!!! Già, purtroppo sono allergica a betullacee, graminacee e tanto per non farmi mancare nulla anche al nichel... Siccome poi mi piace complicarmi la vita sono pure intollerante al
lattosio e ai lieviti. Ma per queste intolleranze stò cercando di seguire una dieta e poter poi reintrodurre.  Sono peggio di Fantozzi

Laura 10/08/2014 20:42


Ma dai! Non sapevo esistesse questa varietà... io purtroppo non riesco a mangiare le mele, sono allergica. E pensare che mi piacciono tanto!

berenice 10/09/2014 06:33



Laura, peccato, le mele sono proprio buone hanno un gusto molto piacevole. Sulla tua allergia ho cercato qualche notizia e così ho letto che la proteina responsabile è la profilina e che
l'intolleranza in genere si manifesta anche nei confronti delle betullacee, per un principio di cross reattività. Le cose stanno così?


Buona giornata



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