Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

05 Dec

L' Imu sui terreni agricoli in Umbria e il criterio di montanità

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Attualità

 

l'imu sui terreni agricoli in Umbria e il criterio di montanità

(Nella foto uno scorcio panoramico del Comune di Vallo di Nera. Nel 1881 la sede municipale fu spostata nella frazione di Piedipaterno per comodità: lì passavano la strada principale e il servizio di posta).

Un decreto interministeriale varato il 28 novembre 2014 e poi rinviato dopo neppure una settimana a seguito di una protesta generalizzata, prevede l'applicazione dell'Imu anche sui terreni agricoli precedentemente esentati.

Il teritorio italiano è stato diviso in tre fasce altimetriche, da zero a 280 metri, da 281 a 600, da 601 in su. Nella prima fascia i proprietari di terreni agricoli pagano l'Imu, nella seconda la corrispondono solo coloro che non sono agricoltori iscritti alla previdenza sociale, nella terza tutti sono esentati. Il tentativo di distinguere la proprietà agricola tra bene strumentale e non, potrebbe avere una sua ragione di esistere, ma quello che ha reso inaccettabile il decreto è stato il criterio usato per calcolare l'appartenenza a una fascia altimetrica oppure a un'altra e, di conseguenza, la montanità di un Comune. Il criterio adottato nel decreto, per la prima volta dopo tanti anni, è l'altitudine a cui si trova la sede municipale, a prescindere da tutto il resto.

Il Comune di Vallo di Nera, situato in Umbria e in Valnerina, zona montana per antonomasia della regione, è stato bersaglio di questo provvedimento. Per tale ragione la notizia del rinvio è stata accolta con un sospiro di sollievo da quei Comuni che montani lo sono e come.

Togliere l'attributo di montanità a un territorio che lo è per più dell'80% per cento, che ha quasi tutti i centri abitati a più di seicento metri d'altezza sarebbe stato un fatto grave, di grande disuguaglianza e di scarsità d' attenzione. Il pericolo almeno per ora è stato scampato ma l'atto normativo di una settimana fa resta ancora in cantiere. A Vallo di Nera come negli altri quattro comuni della Valnerina Preci, Cerreto di Spoleto, Sant'Anatolia di Narco e Scheggino, proprio quelli attraversati dal fiume Nera che ha scavato la stretta valle dove per comodità dopo l'Unità d'Italia sono state collocate le sedi municipali, le montagne hanno da sempre influenzato le dinamiche sociali e demografiche. A partire dal Novecento, anche in questi comuni i dati dello spopolamento e delle difficoltà economiche sono stati consistenti e i relativi numeri sono tutt'ora strettamente connessi al disagio fisico-geografico di un'area che da Norcia alla zona adiacente della provincia di Terni è omogenea, interna e dotata di scarsi servizi proprio per la lontananza dagli agglomerati maggiori e per la sua conformazione. Basti pensare che infrastrutture ormai di ampio utilizzo come la connessione internet veloce non sono ancora presenti nella stragrande maggioranza dei luoghi: a Vallo di Nera non c'è navigazione accettabile neppure in municipio e neppure nell'area di fondovalle che accoglie gli insediamenti produttivi.

Un territorio dove gli abitanti rimasti continuano a custodire invece, con sacrificio e con l'attaccamento di chi vi è nato o ha scelto di viverci, risorse fondamentali e utili a tutti, come la terra (paesaggio, agricoltura e natura), l'acqua, l'aria, le tradizioni, i beni cuturali, la sobrietà. Lo fanno godendo di beni impareggiabili ma soprattutto a proprie spese. Chiedere un ulteriore sacrificio a queste popolazioni violerebbe prima di tutto quei doveri principali che sono in capo alla politica e alla pubblica amministrazione ovvero quelli di garantire le pari opportunità e di superare le disparità tra i cittadini. In secondo luogo sarebbe un ulteriore deterrente, una spinta in più ad abbandonare definitivamente i piccoli centri e a cancellare i tentativi di ricostruzione dell'economia locale.

Rappresenterebbe anche una contraddizione per l'intero Paese che per la prima volta sembra si atia avviando a individuare e promuovere le aree interne attraverso una strategia nazionale riconoscendo il ruolo prezioso di una parte d'Italia dotata di grandi risorse e con forte potenziale di attrazione, ma ancora priva di quegli elementi che garantiscono il pieno diritto di cittadinanza. L'idea governativa dichiarata è quella di destinare i fondi ordinari della Legge di stabilità e i fondi europei a progetti ampi capaci di colmare difficoltà storiche. A metà novembre i tredici comuni della Valnerina e i rappresentanti della popolazione, si sono riuniti a Norcia in un apposito forum, hanno incontrato il Comitato nazionale e il Comitato regionale delle aree interne e con un dossier hanno presentato e condiviso dati e ipotesi progettuali necessari a dare dignità e svolta economica al territorio. Dallo Stato la Valnerina non si aspetta, ora, l'apposizione di ulteriori ostacoli ma la coerenza e la collaborazione a riportare persone attive sulla montagna per tutto l'anno.

 

 

 

 

 

Commenta il post

Archivi

Sul blog

Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.