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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

10 Jul

Il vichingo e il professore. Helge Sveen in Italia.

Pubblicato da berenice.over-blog.it  - Tags:  #Musica

PIC_0317.JPGQuando Helge Sveen e sua moglie Turid sono scesi da Harstad in Umbria, hanno pensato che i paesaggi  della regione italiana potevano ben competere, in quanto a emozioni, con la loro Norvegia.  Il verde e le architetture di pietra naturale, il sole, le piccole strade, i corsi d’acqua, le montagne, hanno conquistato il loro cuore.
E quando cinque anni fa hanno cercato un posto per fermarsi, l’hanno trovato a Grotti, un minuscolo villaggio addossato ai boschi e alle rocce da una parte e aperto sulla vallata dall’altra, dove lo sguardo penetra nell’infinito confondendo rilievi e cielo, prati e paesi puntiformi.
Helge è un musicista importante: sassofonista e clarinettista, compositore jazz, arrangiatore, direttore della banda dell’esercito norvegese.
A Grotti torna ogni anno per qualche settimana. Lì ha trovato un amico, Ubaldo Santi professore di francese in pensione, con cui condivide la passione per la montagna e per la storia. Il vichingo e il professore.
Giornate trascorse a raccontare il territorio, le tradizioni, l’ammaliante bellezza della natura, a girare per sagre assaggiando  la gustosa cucina dei prodotti locali. 

Quest’anno Turid e Helge hanno voluto fare un regalo al paesino italiano che li ha amorevolmente adottati: Sveen ha chiamato a Grotti (PG) i diciassette componenti della sua band, la Ervik Big Band e insieme a Giorgio, nipote del professore, ha organizzato un concerto straordinario, all’aperto di notte, sul prato dell’ antica  chiesa di San Pietro e Paolo ancora umido di pioggia. Tredici strumenti a fiato, a cui si è aggiunta la tromba del Maestro Massimo Bartoletti docente al Conservatorio di Perugia, una chitarra, un basso, una batteria e una tastiera hanno suonato per tutta la serata davanti a un pubblico coinvolto ed entusiasta.
La magia della musica si è fusa armoniosamente con il piccolo villaggio e la sua gente,  con i turisti venuti dalla città vicina, e ha trasformato la nottata in un incanto.   Nel  repertorio  della band:  il classico Glen Miller alternato a composizioni originali del Maestro Sveen e del maestro Bartoletti,  alcune ballate calme e la trascinante musica brasiliana, per chiudere con brani italiani di Domenico Modugno e Mina. 
Le amicizie tra i popoli passano anche attraverso invisibili crocevia, lontani dai trattati internazionali, ma altrettanto efficaci.

 

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