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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

24 Dec

Il racconto di Natale: Pietro Bailardi

Pubblicato da berenice.over-blog.it  - Tags:  #Racconti

La notte di Natale davanti al fuoco acceso, ascoltavamo nostro zio raccontare la storia di Pietro Bailardi, così come l'aveva narrata suo padre, che l'aveva saputa dal nonno Antimo nato nel 1833...

 Racconto-di-Natale.jpg

 

Pietro Bailardi fu un uomo potente le cui imprese si tramandarono di generazione in generazione.

Aveva fatto un patto col demonio che gli aveva concesso il Libro del Comando, uno strumento che gli permetteva di compiere i crimini più efferati e di uscirne sempre impunito.

Omicidi, ruberìe, violenze:  Bailardi aveva il potere di comandare i diavoli e di averli tutti al suo servizio.

Una volta era stato condannato all’impiccagione sulla piazza della città di Napoli. Portato alla forca, stava per essere ucciso, quando dal cielo all’improvviso cominciarono a piovere tanti piccoli fogli con su scritto: “Non s’era mai sentita da Napoli una tal notizia, che d’un somaro si facesse giustizia

La gente guardò sul palco e al posto di Pietro, che era scomparso, vide un asino spaventato.

Bailardi continuò a commetterne tante, di ogni specie, fino a che diventò vecchio.

Un giorno aprì il Libro, come era solito fare ogni volta che aveva bisogno dell’aiuto del demonio, e gli apparve un servitore. Questi disse a Pietro: “Comandi!” ed egli se ne servì subito per compiere qualche altro delitto. Prima di congedarlo, però, l’uomo chiese  notizie dell’Inferno.

- Che bel palazzo che ti stanno preparando, Pietro, è quasi finito e appena sarà pronto verrai lì per sempre. – rispose il servo.

Bailardi chiese: - Un palazzo....Quanto manca ancora?

E quello: - Manca soltanto l’ultimo mattone.

Allora l’uomo aprì il Libro e l’altro disse: - Comandi!

- Comando che il mattone che deve essere messo nel mio palazzo mi venga portato qui immediatamente!

Il mattone fu portato e quando l’ebbe tra le mani, Pietro cominciò a sentirsi un po’ pentito di tutte le atrocità che aveva commesso.

Un giorno camminando insieme ad un amico, si trovò a passare vicino a una chiesetta che aveva accanto un piccolo convento dove viveva un eremita. Dopo aver rallentato il passo, Pietro chiese all’amico di aspettarlo perché voleva confessarsi.

Costui, credendo che avrebbe messo in atto qualche malefatta a danno del sant’uomo, cercò di dissuaderlo: - Ma lascialo in pace quel povero vecchio che t’ha fatto!

Invece il crudele Bailardi per la prima volta andò davvero a confessare tutti i suoi peccati.

Il frate sentendo quello che aveva compiuto non riuscì ad assolverlo e gli disse che aveva poche probabilità di salvarsi.

- Possibile che non ci sia soluzione?

- Ah, solo se tu la notte di Natale, riuscissi ad ascoltare la Messa di mezzanotte in tre località diverse, lontana una dall’altra. - rispose il confessore.

- E quali sarebbero queste località?

- Dovresti assistere alla prima Messa a San Giacomo di Galizia, poi a Gerusalemme e infine a San Pietro di Roma.

La cosa era davvero impossibile ma Pietro Bailardi non si arrese.

Chiese al romito: - Chi mi ha fatto del male, potrebbe farmi del bene?

Il frate disse: - Se vuoi!

Arrivò la notte di Natale e Bailardi aprì il Libro. Gli dissero: - Comandi!

E lui comandò di avere a sua disposizione una persona veloce.

Si presentò uno e Pietro gli chiese: - Quanto cammini?

E quello: - Io cammino come il sole.

E lui:  - No, vai e dì al tuo padrone che mi serve un essere più veloce.

Si presentò un altro.

 - Quanto cammini?

- Io cammino come il vento.

Bailardi rispose quasi arrabbiato: - Vai e dì che a me serve una persona velocissima!

Allora si presentò lui, il diavolo, sotto forma di cavallo.

- Dove devi andare con questa fretta? - chiese.

- Adesso fai quel che ti dico, poi lo saprai. Tu quanto cammini?

Il diavolo sorridendo rispose:  - Io cammino al pari della mente di un uomo. Dove devi andare?

- Devo andare a Giacomo di Galizia.

Non pronunciò la parola Santo per non farlo dubitare.

In un attimo arrivarono a destinazione. Pietro legò il cavallo a una certa distanza dalla chiesa e andò ad ascoltare la Messa di Natale. Finita la celebrazione ripartirono come un lampo.

- Adesso dove devi andare?

- A Gerusalemme.

- Voltati che sei arrivato.

 Ma mentre pronunciava queste parole al diavolo cominciò a sorgere qualche sospetto.

Pietro assistette alla Messa e poi chiese di andare a Pietro di Roma. Lungo la strada che stavano percorrendo in brevissimo tempo, il demonio tentò di fargli perdere tempo e gli fece cadere il cappello.

- Pietro, raccoglilo!

Ma lui non cedette e rispose che l’avrebbe preso al ritorno.

Arrivati a Roma Bailardi legò il cavallo su una colonna e poi entrò in chiesa, ma la Messa era già cominciata. Non si dette per vinto e disse ad alta voce: - Se volete che un’anima si salvi, per favore ricominciate la Messa.

I celebranti si guardarono e, dopo essersi consultati, ricominciarono la sacra funzione.

Lui si gettò a terra, in ginocchio e, colpendosi al petto con il mattone che sarebbe dovuto servire a completare il palazzo infernale, si trascinò dall’ingresso lungo tutta la Basilica. Si batteva il costato domandando, implorante, perdono.

Quando il diavolo si accorse di cosa stava succedendo tentò di slegarsi dalla colonna nitrendo infuriato e provando a strappare la corda.

I fedeli presenti alla Messa avvertirono Pietro che il suo cavallo si stava impicciando tra le briglie, ma lui rispose che lo avessero lasciato pure uccidersi e continuò a colpirsi col mattone nel petto chiedendo perdono.

Quando arrivò vicino all’altare maggiore sentì una voce: - Basta Pietro, ché ti ho perdonato!

Dopo queste parole, Bailardi, felice, morì.

Pietro aveva un fratello che da tutta la vita stava facendo penitenza in una grotta; viveva da eremita e ogni giorno un angelo gli portava da mangiare. Quella volta l’angelo ritardò di qualche ora e quando arrivò disse che in Paradiso c’era stata una grande festa per un’anima recuperata.

- Chi era quest’anima?

- Era tuo fratello. - rispose l’angelo.

Una grande e inaspettata rabbia si impossessò, allora, del penitente che cominciò a gridare l’ insopportabile ingiustizia subita. Il suo crudele fratello in Paradiso mentre lui, così devoto, doveva ancora sopportare le sofferenze terrene!

Decise, allora, che anche lui avrebbe fatto del male e si gettò nella mischia della malavita.

Purtroppo lo presero da lì a pochi giorni mentre rubava e lo uccisero.

Morendo, lui Santo per quasi un’intera vita, a causa delle ultime atrocità precipitò nell’Inferno.

Raccontava l’anziano progenitore ai suoi nipoti la storia di Pietro Bailardi e ammoniva:

- Con un atto di penitenza ti salvi, con un atto di superbia ti danni!

(Il racconto è tratto da "La vacca che bevve la luna..." di A. Benedetti, Perugia 2004, Era Nuova Edizioni)

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Lucrezia 01/02/2012 15:57


Bellissimo racconto! ho acquistato il libro e ce ne sono anche altri altrettanto belli!


Complimenti! 

berenice.over-blog.it 01/02/2012 16:10



Grazie! Continua a seguirmi se vuoi.



Tiziana 12/24/2011 16:07


Tanti Auguri di Buon Natale!

berenice.over-blog.it 12/25/2011 09:46



Contraccambio gli auguri! Per quanto possa essere contaminato dalle incombenze del quotidiano, dai mutamenti della vita, il Natale è sempre un giorno speciale. Buona giornata.



WriterGioia 12/24/2011 10:36


Racconto bellissimo, complimenti, sei molto brava.... ma in quanto alla morale, avrei le mi perplessità :)


Buon Natale, con l'augurio di ricevere tanta serenità e gioia!!! :D

berenice.over-blog.it 12/25/2011 09:40



Ciao Gioia, un felice Natale anche a te e alla tua famiglia! Ci sentiamo sul tuo blog.



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