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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione. Buona lettura. Agnese Benedetti

04 Feb

Dialetto umbro: nengue, bufa, rifirina, peacchie, branculite

Pubblicato da berenice.over-blog.it  - Tags:  #Dialetto umbro, #Nengue, #Bufa, #Rifirina, #Peàcchie, #Branculìte, #Abbranculìte, #Neve, #Scaciàtella, #Scaciàta, #sguillone, #pallòcche, #palloccate

                                  dialetto umbro nengue bufa rifirina peacchie   

Questo sabato il consueto articoletto dedicato alla parlata vernacolare dell'Umbria attinge doverosamente alle condizioni del clima. Già ieri Neve, caos e proverbi parlava dei detti popolari sulla neve e oggi è ancora la neve, che cadendo copiosa, ha fatto rispolverare espressioni particolari, alcune più diffuse altre meno conosciute.

Tra le tante ne ho scelte cinque che mi paiono maggiormente calzanti:

 

Nénguenevica e nevicare. Al tempo imperfetto ninguìa, nevicava. Deriva direttamente dal verbo latino ningit.

Prima ha fatta 'na scaciatèlla, ma mo nengue co' cèrti fiocchi! All'inizio c'è stata una leggerissima nevicata, ma adesso nevica con certi fiòcchi! (La scaciatèlla è la piccola grattugiata di cacio).

Bufa, bufìcchia, bufare: nevicare con il soffio del vento di tramontana. Bufa come n'accidenti, pare che te penetra llà l'ossa. Nevica a vento con tanto impeto, che il freddo sembra penetrarti nelle ossa.

Rifirìna: grosso cumulo di neve spazzato e sagomato dal vento, simile a una duna. Ho sentito pronunciare anche la variante bifirìnaQuanno stamatina me so arzata, le rifirine non m'hanno fattu scappà da lu cancèllu! Quando stamattina mi sono alzata, i cumuli di neve non mi hanno fatto uscire dal cancello di casa.

Peàcchie: pedate, orme. Co sta neve non c'è bisugnu de li telefonini pe' rtroà li cristiani, basta che vai appressu a le peacchie. Con questa neve non c'è bisogno dei telefoni cellulari per ritrovare le persone, basta andare dietro alle loro orme.

Branculìte o abbranculìte: intorpidite dal freddo. Le mani pe fa le faccenne ce ll'hai branculite, ma su lu computere ce stai lo stesso a divertitte! Per fare i lavori di casa le mani dici di averle intorpidite, ma sulla tastiera del computer si muovono bene!

Ma la neve è anche divertimento, purchè si faccia attenzione a non scivolare perché sul candido manto si sguilla facilmente.  Sguilla, sguillone, sguillata sono diverse declinazioni dello stesso termine che significa, appunto, scivolare, slittare; in realtà si sguilla anche per giocare, simulando l'uso degli sci e degli slittini.

Il massimo dello spasso, però, è quello di fare a palloccate, bersagliando amici, oggetti e ignari passanti con le pallòcche (palle) di neve.

 

(Continua. Appuntamento a sabato prossimo. Leggi il post precedente su Dialetto umbro: tratufani, statarecci, caciòle e callafredda )

 

 

 

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