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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

12 Jun

Fonti rurali antiche, viaggio tra acqua e architettura

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Viaggi

 

 

    PIC 0264

 

La Valnerina recupera le sue fonti antiche e le propone come tappe di un viaggio tra architettura, acqua e natura.

 Pur essendo oggetto di una radicale riforma regionale, la Comunità Montana della Valnerina, in Umbria, continua a operare sul proprio territorio, portando a termine progetti finalizzati alla fruizione turistica  e al sostegno delle aziende agricole che vi operano.

Rientrano in quest’ambito i restauri effettuati sulle antiche fontane dei paesi di San Marco e Savelli di Norcia. Un lavoro accurato, eseguito da una squadra di operai specializzati nella muratura e nell’arte di far riemergere dal degrado questi piccoli monumenti della vita rurale.

Maurizio Massari, Paolo Mazzoccanti, Enrica Castelli e Gabriele Santini, diretti dal responsabile tecnico Antonio Duca, tutti dipendenti dell’ente, hanno consolidato le strutture in pietra, rispettato l’architettura, impastato le malte, montato le travature in legno, rilucidato le mostre e i piani di calcare, hanno rimesso in funzione le vasche e i canali di conduzione dell’acqua, ripristinato la pavimentazione in ciottoli.

 fontanile san marco    

A San Marco, più di mille metri di altitudine, il presidente della Comunanza agraria Italo Monaldi, insieme a Luigi, Pietro e Vincenzo abitanti del posto, è soddisfatto di fronte alla rinascita del lavatoio e della fonte settecentesca da cui le donne un tempo attingevano l’acqua potabile, qualche decina di metri fuori dal castello. “San Marco è stato uno dei primi paesi ad avere l’acqua direttamente nelle case –dice Monaldi - la conduttura fu costruita a spese della Comunanza nel 1953 quando ancora non c’era nemmeno la strada carrabile. Prima di quella data le donne venivano ad attingere l’acqua con la conca di rame, portando in braccio i figlioletti e tenendo il recipiente in bilico sopra il capo, anche d’inverno”.

Da San Marco a Savelli, un’altra piccola frazione di montagna. Anche qui le fontane restaurate sono due. Inserite in un ampio slargo che divide le due porzioni pianeggianti del borgo, le fonti sono circondate da fiorenti orti dove i colori della vegetazione offrono un colpo d’occhio molto piacevole. La fonte dedicata all’attingimento presenta elementi di epoca romana, come la pietra centrale ingentilita da un elemento decorativo. PIC_0271.JPG

Qui fino a qualche anno fa gli abbeveratoi, soprattutto, avevano un ruolo determinante per la numerosa presenza di capi ovini e bovini e per la posizione strategica lungo una via della transumanza. Ora la funzione di ristoro è rivolta maggiormente ai numerosi frequentatori del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e delle iniziative proposte dalla Pro Loco.  

Completano la serie di fonti restaurate alcune strutture molto caratteristiche, costruite con una speciale pietra rosa. Si trovano ad Ancarano, Pielarocca e Frascaro, sempre nel comune di Norcia.

 

 (Leggi anche I fontanili storici dell'Umbria )

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Alessandro Moscetti 06/14/2012 15:18


Interessante questo recupero e conservazione delle fonti intese come beni architettonici e culturali, e testimonianze di antichi usi e costumi. Purtroppo, però, come non rilevare che in questo
caso non è tanto l'arte dell'infrastruttura, quanto quella dell'usanza e del mestiere, che è andata purtroppo perduta. Mi riferisco al "lavandare", particolarmente importante proprio nelle
piccole e isolate comunità di montagna, che al di là dell'atto pratico in sé, era un autentico momento sociale, uno dei più autentici che le donne potevano concedersi tra loro per parlare di
tutto.


Forse ... quando si pensa alla valorizzazioni dei territori, oltre ai prodotti, alle sagre, (lasciamo stare i santi che fanno storia a se).. bisognerebbe ripensare a riportare in vita questi
momenti di vita quotidiana e antica socialità che erano di ieri, ma che oggi sono oramai scomparsi. Sono momenti che sono durati secoli ... ma che se non stiamo attenti si perderanno nella
memoria di chi l'ha vissuti e che in eterno non vive.


Ecco, qui l'Umbria deve crescere, e molto anche. E' brava nella valorizzazione "commerciale" delle sue eccellenze, non altrettanto in quella delle sue tradizioni. Si sta "toscaneggiando" e questo
non mi piace, perché non è tutto riconducibile a mercato.  


 

berenice 06/14/2012 22:51



Lavare alla fontana era bello; acqua a volontà, allegria, possibilità di parlare, di ascoltare le esperienze. Anch'io da ragazzina andavo alla fonte con i miei pannetti e salivo sopra un sasso
squadrato per arrivare ad intingerli nelle vasche. Era bello; quando il sapone cadeva dentro per riprenderlo si usava il forcone, quando le ragazze più grandi  torcevano le lenzuola per
far uscire l'acqua contavano i nodi che si formavano, pensando che quel numero indicasse gli anni ancora da aspettare per prender marito. Tutto questo fino all'avvento
delle lavatrici, fino a quando anche le donne sono andate a lavorare fuori di casa e il tempo per dedicarsi alle faccende domestiche si è accorciato, fino a quando quelle vasche promiscue non
hanno più risposto a un'accresciuta, almeno ipotetica, esigenza di igiene. Qualche dnna va ancora nella fonte a lavare gli stracci o i pantaloni infangati. Io ancora li stendo al
sole i miei panni, ma anche l'asciugatura è delegata per la maggior parte dei casi a un elettrodomestico. Magari qualcosa cambierà in futuro, si riscopriranno gesti collettivi, luoghi e rapporti
dal valore insostibuile, da reuperare anche in questi per ora silenziosi lavatoi....



Adriano Maini 06/13/2012 10:34


E' affascinante anche quanto si faccia per conservare al meglio il patrimonio ambientale e storico della dolce e bella Umbria!

berenice 06/13/2012 22:23



In questa Regione c'è rispetto per le testimonianze storiche, d'altra parte sono componenti essenziali della cultura e dell'economia. In montagna è importante mantenere le tracce dei presidi
umani e ogni struttura che possa far rivivere il territorio



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