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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione. Buona lettura. Agnese Benedetti

18 Jun

Vallo e lo stendardo della Madonna del Buon Consiglio

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Cultura e spettacolo, #Tradizioni

stendardo mater boni consilii

 

La tenera immagine della Madonna del Buon Consiglio, Mater Boni Consilii, che tiene il Bambino in braccio, è il soggetto di questa antica stampa oleografica realizzata nei primi anni del Novecento su uno stendardo processionale in uso nelle chiese di Vallo di Nera (PG).

Tradizionalmente sostenuto dalle giovinette, che a Vallo di Nera celebravano la Madonna del Buon Consiglio l'ultima domenica di maggio con la festa delle ragazze, lo stendardo ha sfilato sorretto dalle mani di decine di generazioni e ha portato per le vie del paese l'immagine della Vergine coronata di perle e  gemme. 

Secondo Wikipedia, l'introduzione del titolo mariano di Mater Boni Consilii  si deve a papa Marco che provvide all'evangelizzazione del territorio di Genazzano, dove sotto il pontificato di papa Sisto II fu edificata una chiesa con questa intitolazione.

A distanza di tanti anni lo stendardo di Vallo di Nera è stato restaurato da Iolida Tizi, da Giuliana e Stefania Nagni che con perizia hanno riparato le abrasioni del colore staccato dalla tela di canapa, reintegrato il dipinto, ripulito il drappo e i galloni, riportando l'opera al suo splendore iniziale.

Finanziatrice del progetto è stata la signora Bernardina Ridolfi Befani, che ha dedicato il restauro alla memoria della figlia Olivia.

Dopo il restauro di una tela del secolo XVII e dopo il recupero del dipinto collocato nell'altare di San Ponziano in San Giovanni Battista (voluto dagli eredi della signora Emma Dominici) a Vallo di Nera si è innescata una positiva disponibilità verso l'arte e la cultura che fa sperare in una stagione di rinnovata sensibilità, alimentata non più solo dai limitati fondi pubblici ma dall'opera dei privati che, da soli o in forma collettiva, si stanno facendo carico di conservare e tramandare un considerevole patrimonio.

 

 

 

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