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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

02 Dec

Santa Bibiana e le previsioni meteorologiche

Pubblicato da berenice.over-blog.it  - Tags:  #Tradizioni

 

 

Santa Bibiana Viviana Martire

 

La saggezza contadina era spesso racchiusa in proverbi e detti che ne facilitavano la comunicazione e la memoria.

Prevedere il tempo e le condizioni atmosferiche risultavano abilità determinanti in una società dedita principalmente all'agricoltura.

Oltre ai tanti proverbi legati all'osservazione diretta degli elementi naturali e del comportamento animale, su cui tornerò in seguito, alcune festività religiose fino a qualche anno fa diventavano veri punti di riferimento per la divinazione climatica.

Uno di questi giorni era il 2 dicembre, festa di santa Bibiana. Il detto popolare in Valnerina recita: "Se piove pe' santa Bibiana, quaranta dì e 'na settimana; se radunano tutti  i parenti, piove altri dì venti."

La pioggia caduta il giorno di santa Bibiana sarebbe durata quarantasette giorni a cui se ne sarebbero potuti aggiungere altri venti in caso di vento, grandine e neve. 

Un altro riferimento meteorologico era rappresentato dal giorno di Natale, utile per presagire quello di Pasqua: "Natale co' lo sole, Pasqua co' lo carbone". Se a Natale ci fosse stato il bel tempo, Pasqua sarebbe trascorsa davanti a un camino per il freddo.

Anche i primi giorni dell'anno venivano osservati con attenzione: dal primo al dodici gennaio, giorno per giorno, si poteva avere la previsione dell'intera annata. Ogni giorno corrispondeva a un mese e al suo comportamento climatico. Se il due gennaio ci fosse stata la neve, l'avrebbero ritrovata anche per tutto febbraio e così via.

Sempre il primo gennaio veniva messo in atto un altro metodo per prevedere il tempo. La notte di san Silvestro, il 31 dicembre, una cipolla veniva tagliata in dodici spicchi pari al numero dei mesi dell'anno e su ciascuno di essi veniva posto un chicco di sale; gli spicchi restavano tutta la notte sul davanzale esterno di una  finestra. 

Al mattino ogni spicchio sarebbe stato osservato con attenzione. Quelli in cui il grano di sale si era asciugato pronosticavano mesi asciutti, gli altri con il sale sciolto dall'umidità erano presaghi di pioggia. 

Se questo non fosse bastato a capire le condizioni atmosferiche, dal due di febbraio, giorno della Candelora, si sarebbero potute ricavare altre indicazioni: "Cannellora, cannellora, se ce piove o se ce nengue dell'inverno sèmo fòra, se ce dà lu sulicillu, sémo a mézzu invernicillu" (Candelora, candelora, se piove o se nevica dall'inverno siamo fuori, se c'è il sole, siamo ancora in mezzo all'inverno).

Veniva poi la volta del quattro aprile, giorno della festa di sant'Isidoro, patrono dei contadini: "Quattro aprilanti, quaranta dì duranti", cosicché il tempo del quattro aprile segnava inesorabilmente il comportamento dei quaranta giorni successivi che sarebbero stati tutti uguali al primo.

Niente satelliti, né aereonautica, né colonnelli, né complessi software per calcolare con la matematica le alte e basse pressioni, captare le correnti ascensionali; niente Meteorine fedeli, né grafici con le nuvole in movimento.

Il contadino annusava l'aria e si affidava al calendario dei santi protettori. Anche se con quanta precisione non è dato sapere.

(Santa Bibiana, la martire romana vissuta nel IV secolo, fu uccisa a quindici anni flagellata a una colonna con verghe e pallini di piombo. Patrona di Siviglia, é considerata  protettrice contro il mal di testa e l'epilessia)

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WriterGioia 12/02/2011 21:21


Sono cresciuto in un paesino della Saredgna, dove tali credenza erano talmente profonde, da trovarne viva ancora qualcuna.


Ma chissà per quale ragione, in ogni credenza si trova sempre un fondo (che tanto fondo non è) di verità...


(art. su Paper.li)

berenice.over-blog.it 12/03/2011 22:38



Prima di tutto grazie. Sono appassionata di tradizioni popolari e mi piace condividerle con la rete, cercando di ampliare sempre di più le mie conoscenze. Buone scritture!



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