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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

05 Dec

San Nicola e il culto in Valnerina

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Tradizioni

 

AgrianoSciedi_032.jpg

(Agriano di Norcia, statua di san Nicola)

Il culto verso san Nicola, Vescovo di Myra e patrono di Bari, in passato doveva essere molto sentito in Valnerina se ancora oggi il sei dicembre questo venerabile viene celebrato come patrono in tre comuni: Monteleone di Spoleto, Scheggino e  Cerreto di Spoleto.

 

Altre chiese che portano la sua titolarità si trovano a Manigi di Cascia, Agriano di Norcia, a Roccatamburo (parrocchiale), a Rocchetta, a Monterivoso, a Castel di Lago, a Orsano e a Schioppo. La chiesa di san Nicola di Meggiano, nel comune di Vallo di Nera, è, invece, ormai solo una testimonianza ridotta a rudere.

 

A Sellano l'oratorio di san Nicolò di Acqua Premula sorse intorno all'anno Mille e nei secoli passò di mano in mano dai benedettini ai cappuccini.

 

Nella vicina Spoleto, la bella chiesa di San Nicolò con annesso convento ospitò per secoli gli Agostiniani.

 

Protettore delle fanciulle povere in cerca di marito, San Nicola cominciò a essere venerato in Valnerina nel VI secolo a opera degli eremiti provenienti dalla Siria.

 

Il santo appare sempre nella sua veste di elargitore di doni, di protettore dei poveri e dei bisognosi, tanto da assumere nei Paesi nordici l'aspetto di Babbo Natale, Santa Claus.

 

A Montelone di Spoleto il 5 dicembre, vigilia della festa, nella canonica il parroco distribuisce a tutti gli abitanti del paese una minestra di farro a ricordo del miracolo che il santo operò quando riuscì a sfamare i poveri donando loro i semi di farro. I Monteleonesi vengono chiamati 'farrari de san Nicola'.

A Scheggino, dopo la Messa, gli abitanti del paese si riuniscono per consumare una cena insieme.

A Cerreto di Spoleto i festeggiamenti prevedono anche spettacoli di piazza. Quest'anno il tema delle rappresentazioni popolari è quello del ciarlatano-cerretano, figura di girovago che curava o illudeva di guarire i malati con le erbe.

A Manigi di Cascia una famiglia aveva il compito di preparare i pani di san Nicola per distribuirli agli abitanti del paese dopo la benedizione in chiesa.

 

Leggi anche  Il miracolo del farro di Monteleone

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