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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

06 Jul

Monteleone di Spoleto e la giornata del Carduccio

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Gastronomia

 

 

cardo.jpg

 

C’era un tempo, che un po’ sta tornando, in cui la spesa di ortaggi e vegetali non si faceva al banco del supermercato ma rigorosamente nell’orto di casa o in quello generoso dei vicini.

Il consumo stagionale di frutta ed erbaggi era un dato di fatto legato alla produzione, garanzia di minori costi e di maggiore sapore, pur se preceduto da più grande fatica fisica.

Oltre all’orto i consumatori erano, però, anche attenti ad apprezzare ogni elargizione spontanea di Madre natura, non trascurando di raccogliere quanto di commestibile spuntava dai suoli, soprattutto in campagna.

Cicoriette, bacche eduli, funghi, asparagi, germogli e via dicendo costituivano una buona riserva di cibo.

A Monteleone di Spoleto (PG), 1000 metri sul livello del mare, la caccia al gusto segue questa tradizione e punta sulla rediviva raccolta dei carducci.

Niente a che vedere col sommo poeta Giosuè, che pure conosceva bene l’Umbria, ma il tutto è da ricondurre a una specie di carciofo selvatico che vegeta sui piani montani, dove si propaga con una discreta frequenza.

Il carduccio, carduncolo o piccolo cardo, nome scientifico carlina, si presenta come un fiore basso circondato da foglie spinose. Il suo sapore somiglia a quello dei carciofi e può essere consumato crudo o cotto.

Nel Medioevo era usato per ottenere le previsioni metereologiche, perché se appeso all’esterno risentiva dei cambiamenti di pressione. Le sue brattee, infatti, si chiudono quando sta per arrivare la pioggia e si aprono quando è in arrivo il bel tempo.

Nel territorio di Monteleone quella che era una pratica individuale di procacciamento del cibo, è diventata, oggi, un appuntamento collettivo di festa.

L’appuntamento alla ‘XII  Giornata del Carduccio’,organizzata dalla locale associazione Archeoambiente, è per domenica 7 luglio 2013, con partenza alle ore 9,00 presso l’ingresso del paese. La gita sui piani montani prevede la raccolta, la pulitura dei carducci (da eseguirsi seguendo i trucchi del mestiere) e una degustazione sull’aia del Colle del Capitano, la località dove agli inizi del Novecento fu rinvenuta l’antichissima biga ora conservata al Metropolitan Museum di New York. L’armamentario di cui dotarsi per la perfetta riuscita è composto da guanti, coltello, cestino, curiosità e buona pazienza.

 

Notizie e prenotazioni per la raccolta sul sito www.archeoambiente.net

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Adriano Maini 07/10/2013 16:45


Pensavo che ormai ho dimenticato il nome delle piante selvatiche delle mie parti: le poche che conoscevo!

berenice 07/12/2013 09:45



Mi sono ripromessa di scrivere nella mia rubrica sul dialetto umbro i nomi delle insalate campestri. Potremmo fare un confronto, e vedrai che qualche nome salterà fuori immediatamente


 



monica c. 07/08/2013 22:40


che bella questa caccia al carduccio... ma se ne trovano parecchi?

berenice 07/09/2013 02:14



Bisogna saperli ritrovare e conoscere i posti dove sno più frequenti. Si trovano soprattutto nei pascoli un po' brulli



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