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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

05 Apr

La leggenda dei narcisi di Poggiodomo

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Curiosità umbre

fioritura umbria narcisi poggiodomo

 

 

 

L'Umbria è conosciuta per le sue fioriture spettacolari: a giugno quella del vasto altipiano di Castelluccio di Norcia dove il colore della lenticchia si alterna all'azzurro delle genzianelle, al rosso dei papaveri e al giallo dei ranuncoli; ad aprile  quella dei siliquastri o alberi di Giuda che costeggiano il fiume Nera tra Castel san Felice e Vallo colorandolo di rosa-lilla; ancora a giugno la fioritura degli asfodeli  sul monte Coscerno e infine a Poggiodomo la storica fioritura dei narcisi di Pasqua, nata, sembrerebbe, in modo leggendario.

 

Belli come un incanto, fitti come l’erba di un prato, i narcisi di Poggiodomo si muovono al soffio del vento leggero.

Da quattrocento anni, le corolle gialle e bianche si schiudono ai raggi del sole di Pasqua puntuali sempre nello stesso luogo; in qualunque data la festa venga a cadere, i narcisi colorano il campo vicino al piccolo cimitero.

Curiosamente circoscritti tra i campi coltivati, concentrati in quel rettangolo di mondo, macchiano di leggiadra piacevolezza il silenzio dei monti.

Ogni anno lo stelo torna a  rompere  la crosta del bulbo e della terra e come in un miracolo si slancia per sorreggere l’imbuto o la coppa del fiore.

Sempre allo stesso modo, dal mille e seicento, quando per quelle strade d’altura un giorno passò un frate, coi piedi sanguinanti dal gran camminare, il saio e la sacca quasi vuota.

Nel terreno già arato un contadino stava spargendo le sementi.

“Che semini fratello?” chiese il frate pellegrino.

E l'altro, di fronte a una  domanda cordiale, invece di rispondere cortesemente, ribatté scontroso, pungente e beffardo:

“Che vuoi che ci metta, i fiori?”

“E allora, fiori siano” disse il frate.

Nelle zolle ben presto, ai minuscoli chicchi di frumento si mescolarono prodigiosamente centinaia di germogli bulbosi. 

Passato l’inverno il campo, a primavera, fu completamente invaso dai fiori:  narcisi a trombetta, giunchiglie, tazzette, tromboni con  le foglie lunghe e  lineari, bianchi, gialli, arancioni, striati di colore.

Fiori che ancora oggi, da quel giorno, parlano di gentilezza e richiamano  il ricordo di un dono fatto alla piccola Poggiodomo.  

 

narcisi tromboni di poggiodomo 

 poggiodomo narcisi leggenda

 

 

Nelle belle foto dell'Arch. Luigi Carbonetti, lo spettacolo dei narcisi tromboni di Poggiodomo. 

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m.grazia fortuna 10/14/2015 19:02

Bellissimo artcolo e foto,son interessata a conoscere le meraviglie naturalistiche e artistiche anche le piu'nascoste della bella Umbria

berenice 03/21/2016 23:11

La ringrazio; se potrà, continui a seguirmi nel blog (c'è la possibilità di iscriversi alla news letter)e soprattutto venga a trovarci! Buona giornata

Alessandro Moscetti 08/10/2012 17:42


Ogni tanto devo tornare a sentire il profumo di questi Narcisi .. ora posso partire per le sudate e meritata vacanze con la famiglia che mi aspetta. Buone cose "Tosolina" ... ci si rilegge al
ritorno.

berenice 08/11/2012 20:20



Buone vacanze a voi!



Alessandro Moscetti 07/27/2012 15:37


Se i narcisi sanno dare preziosi suggerimenti ... magari si.

berenice 07/29/2012 10:34






 allora buon viaggio!



Alessandro Moscetti 05/16/2012 15:11


Mentre li scrivo capita anche a me di rifletterci sopra, è qualcosa che ho vissuto ma che appare a tratti inedito come un nuovo viaggio, con una visuale diversa da quella di allora, forse troppo
incentrata sull'idea del treno e della sua strada. Ma se ci rifletto sopra poi mi viene la voglia di rpendere l'auto e di tornare con la dovuta calma in alcuni di quei punti, che alle volte mi
sembrano così distanti nel tempo e nello spazio di non esserci mai stato, edi conservarne un vago e fluttuante ricordo.

berenice 05/18/2012 11:38



Per la prossima Pasqua metterai nel calendario una visita a Poggiodomo per vedere i narcisi? anche lì si ascoltano storie personali e collettive sulla ferrovia.



Alessandro Moscetti 05/14/2012 13:55


La nostra Regione non è fatta per valorizzare le moltiplici peculiarità del suo territorio, quanto per soddisfare le ambizioni di una sua piccola porzione che vive ben al di sopra delle sue reali
possibilità, di cui tutti stiamo pagando il conto. Quindi non nutro grandi speranze in dette riforme, anche considerando la scarsa consistenza di chi amministra dalle mie parti. Ma questo è un
discorso che esula e non mi sembrano questi gli spazi adatti per affrontarlo.


La Valnerina è struggente di suo, solo che ha un'arcana grazia che spesso camuffa questo suo lato più aspro, scavato nella terra, nella roccia e nella memoria. Io ho solo raccolto alcune sue voci
da tempo inascoltate, dal livello del fiume, che è poi quello che ha disegnato le antiche e naturali strade. Grazie per la divulgazione di questi miei viaggi mentali.


 

berenice 05/16/2012 09:44



Mi piace leggere questi resoconti e rifletterci su



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