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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

10 Sep

Il caro invito. Come essere invitati e poi chiamati a pagare.

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Racconti

                   Il caro invito. Come essere invitati e poi chiamati a pagare  

 

Il caro invito. Analizzando il titolo, sul caro ci si potrebbe anche mettere d’accordo e scegliere uno dei due significati: quello sentimentale o quello legato al costo di un bene o di un servizio. Ma su invito, su invito anche il dizionario concorda: il significato di invito, e di invitare, è quello di ‘chiamare o pregare qualcuno perché partecipi con noi a qualcosa di solenne o di gradito’. Non ci sono equivoci. Punto.

Bisogna andare a capo, però, perchè l’evoluzione continua della specie umana ci offre ogni tanto variazioni sociologiche sorprendenti, che di gradito hanno assai poco.

Saranno la solita globalizzazione o il solito buco nell'ozono la causa di certi comportamenti?

Vi è mai capitato di essere invitati calorosamente a un convivio, a una cena, dove vi hanno lasciato intendere di essere ospiti graditissimi e poi vi hanno presentato il conto?

Lo so, lo so, quando vi è capitato il vostro umore è caduto a picco e vi siete quasi sentito un coleone (per dirlo con il latino tardo), al massimo una persona esperta nell' attirare bugerature.

Nuove tendenze, dice qualcuno, basta accettare la modalità. O semplicemente basterebbe essere preavvertiti, lasciando l'altro libero di scegliere. Se proprio non vi va  giù potete sempre ricorrere a un bravo legale per fare causa a Monsignor della Casa e al suo superatissimo galateo oppure potete provare a incassare il colpo stando più attenti nelle prossime occasioni.

 Ecco 4 antipatici casi capitatimi tra capo, collo e portafoglio. 

Invito numero uno:

 - Buonasera signora, l’onorevole Tal dei Tali mi ha incaricato di invitarla al pranzo riservatissimo che si terrà domenica. L’invito è strettamente personale e vorrei avere conferma della sua partecipazione entro domani. Mi raccomando l’onorevole tiene molto alla sua presenza e le chiede di accogliere questo invito.

Lo accetto l’invito esclusivo, siamo stati ragazzi insieme, un po’ mi lusinga che si sia ricordato di me, non lo nego. Un piccolo sforzo e si va.

Sì, sì, si va. Acciderba quanti siamo! Tutti surrealmente esclusivi. Dopo due ore di pasto e attese, attese e pasto, siamo esclusivamente invitati a pagare il salato conto finale, che - dicono i maligni - è stato pure maggiorato per raccogliere fondi in vista delle future elezioni. Così senza preavviso, con una repentina e strategica mossa politica. Da ribaltone governativo.

 Invito numero due. Lo racconta una collega sbalordita:

 -  Cara, vorrei invitarvi al mio compleanno. Ci vediamo in pizzeria sabato sera, siamo solo una quindicina, i soliti amici. Guai a voi se mancate, ho già prenotato!

- Cari soliti amici che regalo portiamo? Lo compriamo tutti insieme? Ma sì, così riusciamo a fare una bella sorpresa alla festeggiata!

Il regalo viene acquistato, portato, scartato e apprezzato tra gridolini di gradimento e sorrisi a profusione; la cena consumata (la pizza un po’ bruciacchiata, ma a caval donato non si guarda in bocca) ma la sorpresa è tutta per gli ospiti. Dopo l’ultimo brindisi viene dato con nonchalance l'invito di passare alla cassa, senza pagare il dolce, però,  perché “quello lo abbiamo offerto noi!”

Invito numero tre:

 - Mi farebbe piacere vederti al concerto, tengo molto alla tua opinione. Guarda ti lascio i biglietti omaggio per l’ingresso, mi faresti un torto a non venire!

Arrivo qualche minuto prima, faccio la fila per ritirare la busta con i cartoncini riservati e mi siedo in platea. Mi guardo intorno e vedo molte persone che conosco. Di alcune non avrei mai creduto fossero appassionate di musica classica. Guarda che sorpresa.

Come no, ma l'improvvisata più bella non sarà questa e non tarderà ad arrivare per tutti.

Infatti a guardar bene, ognuno dei presenti in sala stringe in mano un omaggio, convinto di aver avuto un invito particolare.

Nessuno ha pagato il biglietto d’ingresso perché lo dovrà fare ora. Così, ci dice dal palco il cortese musicista, perché solo così si sostengono le arti e la cultura. In modo spontaneo. Ah, il vil denaro!

Invito numero quattro:

- Pronto, come stai? Volevo invitarti anche a nome di Tizio a una degustazione che si terrà fra una settimana.

- Ti ringrazio, non so se riesco a liberarmi da un impegno e poi… ma io cosa c’entro?

 - Cosa c’entri tu? Ma scherzi! Mi raccomando l'invito vale anche per tuo marito.

     Tre giorni dopo telefona ancheTizio:

- Ciao, scusa il ritardo, spero che Caio ti abbia già chiamato. Vorrei invitarti alla degustazione di giovedì. Non fare che non vieni che mi offendo!

- Grazie siete molto gentili, farò del tutto.

 Mio marito non mi accompagna, preferisce restare a casa. Prendo l’auto e faccio qualche chilometro.

Me lo chiedono subito del perché non sia venuto, con manifesto rammarico. Mi scuso per lui e glielo passo anche al telefono. Mi siedo nel tavolo riservato, assaggio gli accostamenti inediti, converso, osservo le coppie sedute. Molte non le conosco ed è allora che comincia a venirmi un piccolo, piccolo dubbio che ricaccio indietro dandomi della malevola. 

Finito il dolce chiedo al Tizio che mi ha fatto la prima telefonata se devo qualcosa. Lo faccio tanto per garbo. Invece mi risponde la moglie dicendo che loro hanno già provveduto. Si paga dunque. Altro che invito. Vado alla cassa e chiedo al titolare di dirmi l’importo. Tergiversa un po’, dicendomi che mi ha pure invitato, che se voglio posso pure lasciar perdere. Già, pure. Nell’intanto mi porge il foglietto con la cifra dovuta. Non poco. Grazie del caro invito.

(Spero che a voi non sia successo di peggio.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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