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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

16 Nov

I campanelli da Messa e il valore apotropaico dell'ostia consacrata

Pubblicato da berenice.over-blog.it  - Tags:  #Tradizioni

                                                PIC_0627-campanelli.jpg  

 

Tra gli strumenti liturgici, usati fino a poco tempo fa nella celebrazione della Messa cattolica, c'erano i campanelli di metallo.

 

Caduti in disuso da qualche tempo, questi oggetti hanno svolto la loro funzione sin dal Medioevo. Il tintinnìo dei piccoli campanelli di bronzo, ottone o argento, a vaso singolo o  tenuti insieme da un manico lavorato, sottolineava il momento dell'elevazione dell'ostia consacrata. I chierichetti che circondavano l'altare agitavano con decisione i minuscoli batacchi e richiamavano l'attenzione dei fedeli assorti nella contemplazione del momento liturgico.

Dalle labbra usciva una preghiera appena sussurata:

Sòna, sòna campanella / date pace 'n cielo e in terra / date pace a chi non l'ha / ché Gesù s'innalzerà.

S'alzerà tra rose e fiori / s'ha da alzà nostro Signore / date 'na voce a madre Maria / che perdonasse li peccati mia.

 

Fissare l'ostia aveva, per i fedeli,  un forte valore apotropaico oltre che devozionale. L'ostia proteggeva dalle malattie, dalle avversità atmosferiche, da fame, peste et bello, allontanava e scongiurava gli influssi maligni.

 

Ecco perchè in tutte le chiese romaniche una corda collegata a una campana affiancava l'altare della liturgia. Il suono che annunciava l'elevazione, spesso prolungata per alcuni minuti, risvegliava l'attenzione dei fedeli presenti e richiamava anche chi non si trovava in chiesa ad accorrere per guardare, magari dalle finestre, il corpo di Cristo fatto pane.

 

L'elevazione fu introdotta nei riti liturgici dal 1200 e divenne il momento culminante dell'intera celebrazione.

In alcune chiese, nei giorni delle festività solenni, persiste ancora la tradizione di suonare a distesa le campane delle torri al momento dell'elevazione. In questo modo, come si faceva un tempo, si dà modo a chiumque si trovi fuori dalla chiesa di inginocchiarsi e raccogliersi in preghiera per ricordare il sacrificio di Cristo.

 

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