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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

30 Nov

Google e Mark Twain

Pubblicato da berenice.over-blog.it  - Tags:  #Cultura e spettacolo

L'illustrazione odierna di Google, che celebra il 176° anniversario della nascita di Mark Twain,  apre la mia mente a piacevoli ricordi. Durante l'infanzia ho divorato i bei libri dello scrittore americano.

Le avventure di Tom Sawyer, Le avventure di Huckleberry Finn, Il principe e il poveroche prendevo in prestito dalla libreria scolastica, hanno riempito e scaldato interi pomeriggi e serate.

Nella cameretta al primo piano, dopo che i miei genitori avevano spento la luce per farci andare a dormire, entravano i fiochi raggi del lampione pubblico che illuminavano le pagine scritte. A me bastava quel  barlume per saziarmi, avida di frasi, di avventure, scoperte, sorprese. La fantasia partiva lanciata a immaginare i personaggi, le scene, il fremito della acque del Missisipi, a sentire gli odori che scaturivano da quelle descrizioni. Un'illustrazione qua e là, tre o quattro in un libro, mi davano conferma del mio pensare. le-avventure-di-tom-sawyer-riassunto.jpg

 

Quella magia che scaturiva dalla capacità del narratore mi catturava e mi contagiava per sempre del vizio di amare la lettura.

I personaggi di Mark Twain (1835-1910, vero nome Samuel Langhorne Clemens) non avevano giorni facili, portavano alla base un dolore che dava loro la voglia di vivere e di non sprecare neppure un minuto. Era facile amarli, esserne parte, perché rappresentavano la nostra spinta alla vita.

Quelle storie sono ancora adatte ai ragazzi di oggi, belle se gustate in un cartoon o dispiegate in un film, ma  per dar retta al filosofo greco Democrito secondo cui  le sensazioni passano attraverso un flusso di atomi dagli oggetti alle persone, sarebbe più affascinante leggerle ancora dalle pagine di un libro, per catturarne tutta l'essenza.

Dai libri di carta vera, porosa, solcata da caratteri scuri, che puoi toccare con le mani mentre ti raccontano un pensiero.

 

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