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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

02 Oct

Gli angeli custodi

Pubblicato da berenice.over-blog.it  - Tags:  #Pensieri

 

  angeli.jpg

                         

Il 2 ottobre, è la festa degli Angeli custodi

La festività nacque a Valencia nel 1411 e fu proclamata  nel 1670 da papa Clemente X che la introdusse nei rituali cattolici.

 

Gli Angeli per i cristiani sono mediatori, messaggeri  e servitori di Cristo. Sono creature incorporee ma personali, dotate di libero arbitrio.

Il culto degli Angeli fiorì in Egitto e in Asia Minore e si ritrova in molte religioni.

Dal IV secolo furono rappresentati con le caratteristiche ali collocate su sembianze umane.

 

Li ritroviamo nei libri del Vecchio Testamento e nei Vangeli.

 Gabriele, uno dei tre Arcangeli,  annuncia a Maria la nascita di Cristo rivolgendole il saluto latino "Ave".

 

Nell'Apocalisse del presbitero Giovanni compaiono molti Angeli divisi in schiere e ciascuna delle sette chiese locali, a cui il messaggio è destinato, ha un Angelo particolare.

 

Avere un angelo custode accanto ci fa sentire sicuri, protetti. Teniamolo a mente quando siamo attraversati da pensieri negativi e ricordiamo il loro messaggio: amare non è un comando ma un bisogno.

Il 2 ottobre è anche la festa dei nonni. In questa società spesso i nonni somigliano agli Angeli. Ci sono accanto, ci  tengono per mano anche quando non ce ne accorgiamo.

 

 

 

 

Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato dalla pietà celeste, così sia.

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francesco 03/09/2016 22:18

Angeli e ratti (2013) Al filosofo Onfray

“E l’Angelo del Signore li sgominò”, così è scritto, ma dalla versione assira dello stesso evento si sa ben altro: che non fu alcun angelo biblico a farli ritirare dal campo, bensì una torma di ratti che gli rosicchiarono corde di tende e di archi. Angeli, e chi sono questi messaggeri, forse di carne e ossa così come gli indigeni di Los Angeles, dei pellerossa, e molto provvidenziali nell’aprirti qualche dura porta, come già pare che accadde negli Atti di apostoli? Culto mazdaico vede angeli, demoni nell’aria, dove in definitiva di spiriti invisibili ci sono solo virus e batteri, tutt’al più una pioggia di neutrini cosmici; le apocalissi furono cosa persiana, sedimentatasi pian piano nella mentalità ebraica, e di chi ci tace molte cose nei suoi libri sacri tradotti in greco dopo Alessandro Magno. Non sono colui che non sono: laico, credo in valori umani, mi piace Terzani, ma molti altri chi non sono! Credono in angeli custodi o carcerieri, li pregano nel mercificato feticismo di reliquari. Ci mancano, allora, solo le lampade di Dendera o quelle strane pile di Baghdad a Sodoma e l’arcano è dato… La città fu sì inghiottita da fornace ardente, ma dov’era ubicata c’era un lago di asfalto, non di solo sale, di asfalto, ci dice Giuseppe Flavio in Guerra giudaica: quindi, con infiammabile deposito di natron e zolfo di cui si servivano dei faraoni, bastò una scintilla incauta e tutto scoppiò, accartocciandosi come già pensava Leonardo da Vinci, senza scomodare tanti fulmini dal cielo o persino dei meteoriti. E da archivio di tavolette di Ninive si scopre che il biblico Ariok di Ellasar fu Rim-Sin, un re di Larsa coevo di Tid’al l’Ittita, e quindi di Abramo, che ebbe una schiava egizia in epoca hyksos. Poveri Cristi, le donne! Umiliate, offese, vile oggetto: la Bibbia non mi piace, per quanto accentui una moralità come tatuata sul cuore; il secco vuoto si ripropone in chi, tollerando la schiavitù come certi islamici, è pronto a scagliarti la prima pietra in nome di un’immacolata concezione delle cose e del peccato. E in tanti si son ubriacati di cattiverie persino dette da un Noè nudo, allorquando ti maledì Canaan, uno che manco era nato ai tempi dell’arca famosa. E non è si stanchi di lasciarsi trascinar nel pigia pigia del versetto su versetto, di annegare la coscienza di un limite in una sorta di tino d’iracondia, come quello a sbalzo nel calderone celtico di Gundestrup? La filantropia, come la solidarietà con i più deboli, è un dovere morale, non religioso, e la vera carità non è elargire il solito soldino, ma fare in modo che lo sfortunato abbia di che sostentarsi. Che ci si metta a riflettere come una capra tra cavoli, poi non si campa: bisognerebbe riscrivere verità. Ma realtà storiche non vanno romanzate da misogini, devono arricchirci di bellezza. Non me, nell’Era spaziale, si ricerchi per parlar dantescamente di cieli costellati da erculei arcangeli e sottostanti dragoni; d’inferni e di purgatori protratti in Terra da cosiddetti santi inquisitori ne son pieni libri e, francamente, ne ho piene le tasche.

berenice 03/21/2016 23:10

Sono d'accordo nel pensare che la vera carità sia fare in modo di prendersi cura dell'altro.

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