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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

15 Nov

Gioacchino Rossini, la musica, il Risorgimento e i tartufi eccellenti di Spoleto

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Curiosità umbre

 

Gioacchino-Rossini-e1301218901886.jpg 

 

Nella biblioteca comunale di Spoleto, collocata nell’antico palazzo Mauri, si conserva una preziosa lettera autografa del grande compositore Gioacchino Rossini scritta nell’agosto del 1868, cinque mesi prima della morte.

Geniale musicista quanto ottimo buongustaio, Rossini inviò a un certo Gustavo Roseo, giovane patriota spoletino, la richiesta di spedirgli dei tartufi che aveva assaggiato e fortemente apprezzato grazie al dono di un amico.

 

Gioacchino Rossini, la musica, il Risorgimento e i tartufi eccellenti di Spoleto

“L’amico mio Michele Accursi mi ha dato uno dei quattro barattoli di triffole che V.S. le ha spedite da Spoleto, io le ho trovate eccellenti…”

Tartufi mescolati alla musica e in qualche modo al Risorgimento visto che il Roseo aveva combattuto da patriota e che Michele Accursi, agente di Gaetano Donizetti, fu definito più volte addirittura doppiogiochista mazziniano e spia dello Stato pontificio.

 In ogni caso tartufi da intenditore.

 

tartufi neri agria Valnerina

‘Le triffole’ di Spoleto, città-mercato di riferimento anche per tutti i saporiti e odorosi tartufi raccolti nella montagna e nei boschi della Valnerina, dovevano essere veramente sublimi se Rossini nella lettera spedita si premurò di indicare ogni modalità, compreso il pagamento di una ‘commissioncella’ per la spedizione, pur di assicurarsi in breve tempo le prelibatezze presso la sua abitazione di Passy nella campagna parigina dove si era ritirato da qualche anno e da dove si firmava ex compositore di musica.

L'autore del Barbiere di Siviglia e della Gazza ladra, grande esperto di cucina, ricercava continuamente alimenti di prima qualità che si faceva inviare da più parti ( il formaggio da Gorgonzola, il panettone da Milano, olio dalla Provenza, mostarda dall’Inghilterra, aceto dalla Francia) per condividerle con i suoi ospiti. Ma la passione per il tartufo, sia bianco che nero che egli definì il Mozart dei funghi, superava tutte le altre tanto che ancora oggi i Tournedos alla Rossini o i Maccheroni e l’Insalata omonima restano classici indiscussi della cucina internazionale.


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