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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

06 May

Dialetto umbro: commàtte, scappà e riscappà

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Dialetto umbro

Riprendendo la rubrica dedicata al dialetto, diverso nelle varie parti della nostra Umbria, oggi mi soffermerò su due-tre voci verbali che hanno un uso molto comune e che colorano la nostra parlata in modo inequivocabile: commatte, scappà e riscappà.

 

Sbrigate non commatte, si raccomanda a chi è solito prendersela comoda. Quel commatte, con l'apocope all'infinito, che è da intendersi commattere, e con l'assimilazione di mb in mm, deriva da combattere, cioè impiegare troppo tempo a combattere con una faccenda da sbrigare o con una persona.

'Ho commattutu?' chiese candidamente Carolina presentandosi un'ora dopo la Messa di matrimonio a Gioacchino che era rimasto ad aspettarla da solo. 

  

Dopo commatte, ecco un altro verbo usato in Umbria in maniera inconsueta: scappare, con il significato di uscire.

Scappamo doppo pranzo o doppo cena? E la madre della mia amica, che era di Firenze, si allarmò inutilmente per quella che sarebbe stata una semplice passeggiata.

Ma non scappano solo le persone: quanno se gioca a tombola, presempio, scappano li nummari

'Da 1 a 90 scappano solo quilli che non ci ho!'

 

Oltre ai numeri della tombola, però, scappano pure i possedimenti: 'Li campi e l'aia scappano a Pierinittu, vidi un po' li piantuni a chi stanno? '-chiedeva Rodolfo al geometra incaricato di fare le divisioni dei beni  e di vedere a chi erano intestati gli immobili, perché non 'ce riscappavano da le spese' per pagare le tasse di proprietà.

Oppure 'm' è scappatu tuttu sfogu su lu bracciu chiosà che è?' (Mi è uscito uno sfogo sul braccio, chissà cos'è?)

 

Altro ambiente per usare il verbo scappare  col significato di uscire è il gabinetto di casa, specie per chi è costipato: 'spremo spremo ma non scappa!' Ovvero nel guardaroba: 'li petalini so stritti non me se cacciano, vidi 'n po' se je la fai a fammeli scappà!"

 

E per finire con le espressioni del verbo, che trae il suo significato di uscire da ex cappare, cioè uscire dalla cappa o dal mantello, eccone una dedicata al ménage familiare:

un tempo se le nuore non trattavano bene le suocere 'esse je riscappaano doppo morte'. 

 

Robba da scappà via pe' daero.

 

 

Vallo di Nera-Umbria, la piazza di Santa Maria

Vallo di Nera-Umbria, la piazza di Santa Maria

Scappamo doppo pranzo o doppo cena? E la madre della mia amica, che era di Firenze, si allarmò inutilmente per quella che sarebbe stata una semplice passeggiata.

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