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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

27 Sep

Avventure casalinghe: cronaca di una dieta

Pubblicato da berenice.over-blog.it  - Tags:  #Racconti

Anche tu ogni tanto pensi di metterti a dieta? Ci riesci? O fai come la protagonista del racconto che vorrebbe ma forse no?

Buona lettura, e non spizzicare mentre leggi!

 

 

dieta-dimagrante.jpgE’ il compleanno di Lavinia, 18 marzo. Un giorno adatto per iniziare la dieta. Almeno mi ricordo della data.

Ho preso la decisione stamattina quando in una preghiera rivolta al fato  che mi faccia andar bene un lavoro  ho dato come contropartita, come sacrificio mio, quello di dimagrire dieci chili in tre mesi.

- Bel cambio! – dirà qualcuno – C’è tutto da guadagnare: ti va bene aul lavoro e riacquisti un po’ di decenza nell’aspetto. Ora sei una massa informe di novantacinque chilogrammi e mezzo!

Eh no, questo non è tutto vero. Per me dimagrire  è solo sacrificio perché di migliorare nell’aspetto proprio non me ne importa niente.

Preferisco, piuttosto, sciogliere un quadrone di cioccolato alle nocciole sotto il palato o strofinare il pane sull’olio delle patate lesse, condite con il prezzemolo e l’aceto.

Non è da scartare neppure la tazza di latte che sto sorseggiando ora, insaporita da una fetta spessa di pane abbrustolito.

E’ un piacere che riesco a godermi nonostante le urla di Marianna che vuole il ciuccio e di Paolino che guarda i cartoni animati a tutto volume.

Ormai, quando mangio e solo in quel momento, ho la capacità di estraniarmi dai rumori, dagli appuntamenti, dalle mille richieste e dai doveri.

Alle dieci meno un quarto entro dal pasticcere per ritirare il dolce di compleanno. Non è ancora pronto e così attendo per dieci minuti davanti alla sfilata di paste fresche. Sono quindici vassoi d’acciaio rettangolari per sedici diversi tipi di bontà. Iniziano la serie alcuni traboccanti maritozzi alla panna, con le brioches farcite di uvetta e alchermes. Irresistibili.

Faccio un conto veloce e constato che comperare un esemplare di ognuna di quelle paste costa come acquistare un panettone. Non averci mai pensato prima! Avrei avuto una gustosa varietà.

A scuola il dolce per Lavinia riscuote successo, è molto bello ma riesco a farne a meno e non lo assaggio.

Torno a casa, alle dieci e trenta sbuccio una carota per colmare la voragine che ho nello stomaco.

- E’ il suo metabolismo che non ha più ordine – mi dice la dottoressa dietologa – lo inganni mangiando!

Naturalmente lei intende in piccole quantità.

Il pranzo: riso in bianco, preso due volte, e una fetta di caciotta contornata da biete lessate. La frutta ha poche calorie, perciò ingurgito una dietro l’altra una mela e un’arancia.

Posso ritenermi soddisfatta. Forse, se continuo così, ce la faccio.

Vero, frigorifero? Vero, vaso di carciofi cotti alla brace e conservati sott’olio? Vero, panini sandwich croccanti di giornata?  Non resisto e a pranzo finito faccio questa sporcacciata.

Mi mortifico con un quarto di camomilla senza zucchero e mi giro tra le faccende di casa. Ma è la cucina il mio regno. Lì sono i piatti da lavare, la televisione da seguire, il tavolo per scrivere qualcosa. Tutte attività che fanno consumare calorie, che mettono in moto il ciclo di Krebs per trasformare grassi e zuccheri in energia. Anche resistere a un pacco di biscotti farà consumare qualcosa! Lo sforzo si sappia è rilevante.

Ho iniziato da nove ore a fare la dieta e devo perseverare. La partita è importante. E alle diciotto, uno dopo l’altro disintegro cinque porzioni di biscotti leggeri, senza grassi aggiunti, friabili e digeribili, seduta sul divano con la figlia in grembo davanti a un documentario tivù sulle malattie cardiovascolari.

Finisco più tardi in bellezza con un piatto di minestra e due fette di mortadella distese sul pane, bevendo “soltanto” un bicchiere di Coca Cola.

Mi è rimasto un solo desiderio, mentre sdraiata sul letto distendo in alto una gamba e poi l’altra per dieci volte cercando di fare ginnastica. Il desiderio di poter volare con ali di marzapane e gridare:

- Ho mantenuto la promessa, è stato un giorno di dieta!

 

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