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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

22 Oct

Arcuri, Scilipoti, Bersani, l'oro e il ristorante del Senato

Pubblicato da berenice.over-blog.it  - Tags:  #Attualità

4787443112_f198be2b3f.jpgIeri ho attraversato Roma due volte per lavoro e, presa nelle tenaglie del traffico, mi sono soffermata con lo sguardo su manifesti e  cartelloni pubblicitari, che si propongono agli occhi dei viaggiatori più fitti  dei segnali stradali.

Non abito in città e quando passo mi incuriosisce gettare l'occhio sui messaggi principali.

Sono scomparsi del tutto i mega manifesti che qualche anno fa, in tutte le stagioni dell'anno ma massimamente in prossimità delle elezioni, promettevano meno tasse per tutti, una sanità eccellente, più sicurezza e più felicità. Spariti. Ieri al loro posto c'era Manuela Arcuri, elegantemente sobria come testimonial di Sandro Ferrone, c'era la faccia paciosa e "parabolica" di Scilipoti, onorevole cangiante e Responsabile, che con il motto "Cristiani, patria e famiglia" celebrava l'appuntamento del suo congresso nazionale. Ho notato che la presenza  dell'onorevole Berlusconi a questa Assise era annunciata nei manifesti con caratteri in neretto ma di corpo molto più piccolo di quelli usati nel resto dell'annuncio. In periodi diversi un ospite d'onore come il Presidente del Consiglio avrebbe avuto ben altri riguardi. Segno dei tempi, forse, di un sottinteso Ci sei e non ci sarai? A fare compagnia a  Scilipoti, in tema di politica, c'era Bersani con un appuntamento per il 5 novembre a piazza San Giovanni e, sotto di lui,  i frammenti di manifesto (appunto ormai coperti da altri messaggi) che invitavano alla manifestazione del 15 ottobre, finita come sappiamo, nonostante la grossa presenza di persone serie e pacifiche che hanno la pazienza piena di stupidaggini, sperperi, speculazioni e  valzer degli incarichi.

Ultima specie di macromanifesti, tappezzanti la città, che ho notato, è quella che annuncia Compro oro usato, pago in contanti. Non solo a Roma, ma in ogni angolo di ogni piccolo centro urbano e antropizzato, ormai questo appello suona continuo per strattonare chi non sa più che pesci pigliare per tirare avanti o per chi voglia dei soldi freschi da spendere come vuole. Sarà un servizio sociale, migliore delle Finanziarie ad alto tasso di scorticamento, ma dà tanto l'idea che abbiamo toccato quasi il fondo, costretti a raschiare il barile. Nei tempi di micragna, c'è sempre chi guadagna, è ovvio.

Siamo passati in poco tempo dall'acquisto in oreficeria per tutti, con i grandi orafi che producevano casual e gioiellini alla portata di molte tasche, alla svendita massiccia delle gioie familiari.

Devono trovarsi in acque non tanto buone anche i Senatori di Palazzo Madama, se è vero quel che si dice in giro e cioè che dopo l'allineamento dei prezzi nel ristorante interno, dove in poche settimane  un pasto completo è passato dagli scontati otto agli umani venticinque -  trenta euro, più della metà di senatori se la sia data a gambe. Che bello stile!

Contraddizioni del momento, staticità del presente. Di macchine in giro ieri ce n'erano molte, stante anche lo sciopero dei treni. Roma bella come sempre, ai semafori mendicanti vestiti con il saio simil francescano (è il nuovo look, anche più economico perché è sufficiente un sacco di iuta o canapone), meno fazzolettini, meno lavavetri. E la fermata Colosseo della Metro ancora chiusa dopo il nubifragio dell'altra notte. Perchè a Roma quando piove è calamità naturale.

 

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