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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione. Buona lettura. Agnese Benedetti

08 May

40 anni fa a Vallo di Nera dopo l'uccisione di Aldo Moro

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Attualità

Alle ore 20,00 del 10 maggio 1978, quaranta anni fa, il Consiglio Comunale di Vallo di Nera si riunì in seduta straordinaria. Presenti undici consiglieri su quindici; all'ordine del giorno lo sdegno per l'uccisione di Aldo Moro, ritrovato il giorno prima in via Caetani, assassinato dalle Brigate Rosse.

Risposero all'appello il sindaco Nardo Dominici, i consiglieri Angelo Pucciotti, Enzo Benedetti, Ugo Giovannini, Ruggero Dominici, Enrico Cucci, Guglielmo Rancani, Gregorio Nicolai, Rodolfo Cittadoni, Giovanni Saveri, Genesio Rosati. Assenti alla seduta, probabilmente per qualche impedimento, Mauro Spinelli, Antonio Quirino dimissionario, Mario Toseroni, Valentino Martinelli.

Anche il piccolo comune della Valnerina volle manifestare ufficialmente il dolore e lo sdegno per la luttuosa pagina della Storia contemporanea italiana. Sui tre fogli della delibera consiliare restano ancora i sentimenti di quei giorni, lo sgomento, la paura, la costernazione.

"55, cinquantacinque giorni fa ci riunimmo con la giunta per commemorare i cinque uomini della polizia che barbaramente furono uccisi in via Fani dalle Brigate rosse nell'attentato all'onorevole Aldo Moro; rapito e oggi assassinato con 11 colpi di pistola perché non è stato accettato lo scambio di 13 brigatisti..." il sindaco Nardo Dominici avviò la seduta esprimendo pieno sdegno per l'uccisione e il cordoglio alla famiglia dello statista assassinato.

Dopo il sindaco intervennero il consigliere Nicolai che chiese l'emanazione di Leggi più severe, il consigliere Cittadoni che condannò il brutale gesto e spese parole di apprezzamento per la presenza nell'aula consigliare della popolazione desiderosa di pace e ordine.

Enzo Benedetti condannò i brigatisti e fece riferimento al processo di Torino appena iniziato dove i terroristi - disse - si facevano beffa dei magistrati.

Il consigliere Rosati, del gruppo di minoranza, affermò che anche la Democrazia Cristiana aveva le sue responsabilità, complice dell'attuale stato delle cose.

Dopo gli interventi, il Consiglio di Vallo di Nera espresse soddisfazione per la partecipazione della popolazione all'assemblea, condannò il vile e turpe delitto commesso da uomini degenerati e senza scrupolo, ripudiò le strategie rivoluzionarie condotte con la barbarie e il terrorismo, ricordò l'elevata figura e l'opera di Aldo Moro ed espresse profondo cordoglio alla famiglia e alla Democrazia Cristiana di cui Aldo Moro era presidente, rinviando alla Storia l'arduo compito di valutare pienamente i fatti.

40 anni sono trascorsi da quel giorno. Io non avevo neppure 15 anni, ma ricordo le immagini televisive in bianco e nero della Renault, dove Moro fu trasportato e ucciso, lasciata tra via delle Botteghe Oscure e piazza del Gesù.

Il Presidente si chiamava Aldo come mio padre e aveva come lui una ciocca bianca tra i capelli.

Quelle immagini non le ho mai dimenticate.

 

Foto Strettoweb.com

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