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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione. Buona lettura. Agnese Benedetti

19 Nov

Dialetto umbro: bardascia, bardasciu

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Dialetto umbro, #Curiosità umbre

Dialetto umbro: bardascia, bardasciu

Tra i sostantivi ricorrenti del dialetto umbro, nell'area sud-orientale della Regione troviamo la parola bardàsciu e le sue declinazioni: bardàscia al femminile, che diventa bardàsce al plurale, così come bardàsci è il plurale maschile.

 

Nomi che scalpitano per irruenza giovanile, giacché bardasciu significa ragazzo e bardascia, ragazza. Entrambi derivano dal persiano bardal, che in arabo diventa bardag e indica lo schiavo o la schiava giovani.

Dai nomi primitivi si passa agli alterati con bardascetta e bardascittu (l'accento cade sempre sulla penultima sillaba), bardasciona, bardasciòtto, bardascettacci. 

 

"Poru bardasciu, è sfurtunatu" (povero ragazzo è sfortunato); "na bardascia che non je se po' dì gnente" (una ragazza a cui non si può rimproverare niente); "sti bardascettacci vanno facenno li scherzi" (questi ragazzacci vanno facendo gli scherzi), "Nunziata era 'na bardasciona, arda e gròssa che ce vulìa na scala pe 'rrialla" (Annunziata era una ragazzona alta e robusta, che ci voleva una scala per arrivare a lei"

 

Il nome bardasciu è comune a diverse regioni italiane: Umbria, Abruzzo, Lazio, Marche e Campania e quindi appartiene a un'area abbastanza estesa.

In Umbria, a Spoleto, bardasciu si pronuncia vardasciu per un fenomeno diffuso di spirantizzazione che trasforma la -b in -v, a Terni bbardasciu ha il raddoppiamento dell'iniziale.

Cari bardasci mia eccoce, émo finitu.

(Cari ragazzi miei eccoci, abbiamo finito)

 

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