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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

12 May

Dialetto umbro: scarzalena, sardalippi, bacarozzi, mariòle

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Dialetto umbro

Cosa porta la fresca Primavera in dote all'Estate che sta per arrivare? Fiori, frutta, erbe, giornate di sole, un brulichìo di nuova vita e tanti tanti insetti che hanno già preso forma: un micro-cosmo fatto di ali, zampette e pungiglioni, che da solo rappresenta i cinque sesti del Mondo animale!

Ecco pronto, allora, un seppur incompleto vocabolarietto di termini in dialetto umbro con cui in Valnerina vengono individuate le firiòle ovvero le bestioline dotate di ali e non, che popolano i mesi delle belle stagioni. Tra di esse spiccano la scarzalèna, i sardalìppi, i bacaròzzi e le mariòle.

Per cominciare facciamo chiarezza: insetto si dice inzètto, con un termine che serve a definire principalmente gli animaletti a sei zampe dotati di antennine, e in alcuni casi qualsiasi altro individuo, specie persona, che risulti particolarmente dannoso. 'Je pijasse 'n corbu a quill'inzèttu, m'ha fregate tutte le cerèce!' Tradotto: 'gli prenda un colpo a quell'insetto, mi ha rubato tutte le ciliegie' . L'espressione, in questo caso, non è riferita a una mosca ma a un bipede dotato di mani e piedi (per arrampicarsi).

Femminile di inzètto è inzètta, col significato di donna che si comporta da traditrice o con cattiveria. 'Rosina è n'inzètta, io je rcontàvo l'affari mia e essa l'ha 'rditti tutti a chi li vulìa sintì' (Rosina è un'insetta, io le raccontavo le mie cose riservate e lei le ha ridette tutte a chi le voleva sentire)

Se inzètto è il nome generale, scarzalène, sardalìppi, bacaròzzi e mariòle sono termini con cui in dialetto vengono chiamati alcuni insetti particolari.

La scarzalèna è il nome dialettale della cimice verde, altrimenti chiamata cimicia puzzolosa perché, se schiacciata, emana un cattivo odore. Le cìmicie abbondano soprattutto alla fine dell'estate mentre le cimicette, rosso-nere o arancione-nero, si nutrono per diversi mesi di foglie varie.

I sardalìppi sono i grilli, canterini e saltatori, mentre i bacaròzzi sono gli scarafaggi neri. Quando i due termini sono usati per definire persone, il primo indica qualcuno particolarmente magro, l'altro una persona corpulenta e, spesso, anche antipatica. ' Li bacaròzzi scappano de notte pe' non fa vedè quantu so niri' (Gli scarafaggi escono di notte per non far vedere quanto sono neri)

Molto amate sono invece le mariòle ossia le coccinelle, portatrici di fortuna.

Le furcinelle sono gli individui di forficola auricularia, insetti onnivori con due pinze sulle coda, che si credeva entrassero nelle orecchie e facessero il nido nel cervello umano. 'Pe' faje un dispettu, Ermenegildo j' ià ficcate le furcinelle dentro lu cuscinu!' (Per fargli un dispetto, Ermenegildo gli ha ficcato le furcinelle dentro il cuscino!)

L' apacchiuni sono i calabroni dotati di acuto pungiglione, forse i più aggressivi tra le vespe. Vengono chiamati anche 'mmazzasomari perché attaccano i glutei di asini e cavalli provocando fastidiose punture e, in alcuni casi, persino la morte.

Poveri quadrupedi, martirizzati anche da mosche cavalline, muscuni, muschini e tremendi tafani (tabanidi)!

Un tempo si chiamava moscone anche l'innamorato che girava intorno a una ragazza per corteggiarla; il volo improvviso e solitario, nonché rumoroso, di una di queste grandi mosche dentro una stanza preannunciava l'arrivo di una lettera.

Sempre parlando di insetti, come dimenticare i muscuncilli de le fae? I piccoli moscerini, veri e propri afidi neri fitofagi che attaccano i germogli delle fave, venivano combattuti con gli scugnùri delle Rogazioni ovvero le Processioni primaverili in cui il sacerdote pregava e gettava acqua santa a protezione dei raccolti. Stesso procedimento anche pe' li piocchi, cioè i pidocchi ovvero tutti gli altri afidi nemici delle coltivazioni. Con lo stesso termine piocchi si indicano i parassiti del cuoio capelluto, mentre i piocchi pullini sono gli afidi dei piccioni e di altri volatili.

Le purge, al singolare la purgia, sono le pulci, insetti privi di ali ma capaci di compiere grandi salti.

Le furmiche puzze sono le formiche rosse, quelle che hanno la parte centrale del corpo di un bel colore rosso e che secernono acido formico dall'addome quando devono attaccare qualcuno. Le formiche puzze mordono al pari dei furmicuni, un'altra specie di formica, il camponotus vagus dal corpo di grosse dimensioni che spesso nidifica nei tronchi degli alberi. 'Ho missu un cippu llà lu focu e so' scappati fòra tutti furmicuni!' ( Ho messo un ceppo di legno nel camino e ne sono usciti tanti formiconi).

Dei purchitti de Sant'Antoniu avete mai sentito parlare? Non sono veri e propri insetti ma simili; sono crostacei di terra, armadillidium vulgare, piccoli esseri dotati di corazza, che si arricciano chiudendosi su loro stessi in caso di pericolo.

Per concludere, voglio ricordare i baciarelli che sono i piccoli bachi da seta nutriti dalle foglie di gelso da cui nasceranno le farfalle, e lu macaone, la grossa ed elegante farfalla che vola sui prati in fiore.

Arrivederci alla prossima volta.

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