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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

03 Nov

La melagrana: simbologia e poteri medicinali di un frutto d'autunno

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Tradizioni, #Salute e benessere, #Gastronomia

L'albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno da' bei vermigli fior. Il Carducci nel 'Pianto antico' legò indissolubilmente la memoria dell'albero di melagrana alla grande letteratura. Ma anche negli orti del mio paese c'è sempre stata una pianta di melograno insieme alla vite, al fico, al pruno, all'ulivo e alla rosa.

Simbologia o semplice pratica domestica che assicurava almeno un frutto a stagione?

Questo arbusto dai rami spinosi che in fioritura si riempie di calici rossi, in autunno produce mele succose dal cuore di rubino: le melagrane o melegranate cariche di poteri medicinali.

Chiamata anche punicum granata, per sottolineare le origini asiatiche, la melagrana è racchiusa in una scorza giallognola o rossastra caratterizzata dalla presenza di una piccola corona all'apice opposto del peduncolo; all'interno si trovano i semini bianchi stretti gli uni agli altri, divisi in compartimenti da una membrana amarognola e rivestiti ciascuno da succosa polpa rossa.

IN MEDICINA. Il frutto ha forte potere antiossidante, migliora la circolazione sanguigna, è astringente, antidepressivo e si presta a colorate preparazioni gastronomiche. Molto diffuso è il succo di melagrana che contiene vitamina C ed è utile più degli agrumi per combattere il raffreddore.

Nella donna in menopausa allevia i disturbi, nell'uomo sembra aumentare il desiderio sessuale.

SIMBOLOGIE. Nel simbolismo antico la melagrana è segno di fertilità; le giovani spose gettavano il frutto a terra e contando i chicchi usciti fuori prevedevano il numero di figli che avrebbero avuto.

....Come spicchio di melagrana la tua gota attraverso il tuo velo, recita nella Bibbia il Cantico dei Cantici, mentre tenuta in mano da Gesù Bambino, come nel dipinto del Botticelli, la melagrana diventa l'allegoria della Chiesa che accoglie i fedeli.

Gli Egizi usavano mettere i semi di melograno nelle tombe, mentre le sponsae romane, il giorno delle nozze, li usavano per adornarsi i capelli.

Nella città di Foggia la melagrana è legata a un'antica usanza gastronomica: il 2 novembre, giorno dei morti, con i chicchi rossi viene preparato il granocchio.

Il grano dei morti o granocchio

RICETTA – A parte piccole varianti, gli ingredienti standard sono: grano tenero (500 grammi), un melograno maturo, gherigli di noci (150 grammi), cioccolato fondente (150 grammi), zucchero, cedro candito (100 grammi), cannella, vincotto. Le varianti prevedono le mandorle, o il cacao dolce, o i fichi secchi.

Come primo step da seguire, bisogna far bollire il grano in una pentola d’acqua. L’ebollizione deve proseguire per oltre cinque minuti. Dopo di che con un panno si ricopre la pentola per farla raffreddare. Quando il grano è freddo, scolare l’acqua e aggiungere i chicci di melograno, il cioccolato fondente (ovviamente a pezzi piccoli), le noci, la cannella e per chi vuole un paio di cucchiai di zucchero. Il tocco finale, ovviamente è il vincotto, ma attenzione: non versarlo mai dentro il composto, ma solo nelle porzioni che si servono, perché la sua densità potrebbe poi indurire il dolce.


Foggiatoday.it

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