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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

03 May

La festa di San Giusto a Paterno

Pubblicato da berenice

Paterno di Vallo di Nera e la pieve di San Giusto

Paterno di Vallo di Nera e la pieve di San Giusto

Ogni anno il tre maggio in un piccolissimo paese della Valnerina, Paterno frazione di Vallo di Nera, si festeggia il patrono San Giusto. Durante questa giornata i diciotto abitanti del borgo agricolo tornano a essere una vera comunità che, seppur esigua nel numero, ha la stessa coesione dei tempi andati quando il paese posto sopra uno scoglio a tratti coperto da uliveti e macchia selvatica imperava su tutto il circondario.

Paterno nel Medioevo fu un centro importante per quella sua posizione strategica situata tra la strada montana e la vallata del fiume Nera; ebbe una Pieve, il castello con la chiesa di San Bernardo e il Monastero della Stella, un borgo ai piedi della rupe, un insediamento monastico prima benedettino e poi vallombrosano, l'Eremita, di grande richiamo spirituale.

Durante il dominio dei Longobardi del Ducato di Spoleto, a Paterno aveva sede un balivo, designato dal feudatario con pieni poteri. Fino al 1881, il piccolo paese fu addirittura Comune autonomo che poi si unì a quello dirimpettaio di Vallo di Nera insieme a Meggiano. Accanto alla chiesa la tradizione popolare colloca il Banco della Ragione, il tribunale locale dove si tenevano assemblee e si amministrava la giustizia.

Il martire San Giusto, localmente San Gnustu, è il titolare della Pieve di campagna, un bell'edificio di età pre-romanica che ha subito rifacimenti nel corso dei secoli. La chiesa conserva ancora l'elegante facciata in conci con il portale lunettato, il campanile a vela, l'impianto a croce greca che un tempo si innalzava in una cupola centrale ormai caduta.

Le pareti delle cappelle laterali furono affrescate sul finire del 1500, mentre le tele d'altare risalgono al XVII secolo.

Ogni tre maggio gli abitanti festeggiano il loro Santo protettore invocando la tutela dei campi e delle coltivazioni, la concordia e la salute.

Al termine della Messa la fila dei presenti, provenienti anche dai paesi vicini, si incammina per la salita che porta al paese; in una sala pubblica gli abitanti offrono cibi tipici e bevande a tutti per condividere il clima di festa.

Mestieri tipici di Paterno sono la fabbricazione di canestri di salice, la produzione di asparagi selvatici e, fino a qualche anno fa, la preparazione di colla di vischio.

In alto Paterno, in basso il borgo di Piedipaterno

In alto Paterno, in basso il borgo di Piedipaterno

Il paese sorge su un promontorio sassoso in parte coltivato a uliveto (le corti) e in parte coperto da macchia selvatica

Il paese sorge su un promontorio sassoso in parte coltivato a uliveto (le corti) e in parte coperto da macchia selvatica

Una delle attività tradizionali di Paterno è la costruzione dei canestri con rami di salice

Una delle attività tradizionali di Paterno è la costruzione dei canestri con rami di salice

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