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Un diario dove annoto, con testi e foto, le tradizioni dell'Umbria, i miei pensieri sull'attualità, qualche buona ricetta e le tante curiosità che attraggono la mia attenzione.

02 Feb

La candelora e le previsioni del tempo

Pubblicato da berenice  - Tags:  #Tradizioni

              

 

'Cannellòra, cannellòra, se ce piòve o se ce nengue dell'inverno sèmo fòra/ se ce dà lu sulicillu sémo a mézzu invernicillu'.

 

 

(Candelora, candelora, se piove o nevica siamo fuori dall'inverno, se c'è il sole siamo nel mezzo dell'inverno)

La festa della Candelora, che la chiesa cattolica celebra il due febbraio, ricordando la Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme e la Purificazione di Maria a quaranta giorni dal parto, per il mondo contadino da tempo ha rappresentato un caposaldo per le previsioni meteorologiche.

Dal tempo atmosferico della Candelora gli agricoltori traevano i segnali per le condizioni climatiche delle settimane successive, condensando in appositi proverbi le loro osservazioni.

Nella mia famiglia umbra il detto che viene recitato prevede che il brutto tempo del due febbraio sia segno di un inverno ormai concluso; la presenza del sole, invece, prevede ancora giorni di freddo e avversità.

In altri luoghi, però, il proverbio sembra proprio affermare il contrario. Come segnala Bruna Stefanini, autrice del bel blog http://pocolontano.myblog.it/, in alcuni posti delle Marche si dice così:

'Candelòra, candelòra, dell'inverno sémo fòra, se ce nengue e se ce piove ce ne fa quarantanove', sostenendo che la neve e la pioggia del due febbraio presagiscono la continuazione del brutto tempo per altri quarantanove giorni.

Chi avrà ragione? Ognuno avrà fatto le sue considerazioni e, se neppure oggi con i mezzi tecnologici a disposizione si riesce a essere precisi sull'andamento delle stagioni, bisognerà rassegnarsi al fatto 'che il tempo è lo sua e Cristo manna lo friddu secondo li panni'

 

Distribuzione e impiego delle candeline della Candelora

 

Le candeline che nelle chiese vengono distribuite il giorno di Candelora simboleggiano la luce di Gesù portata nel mondo e si sono sovrapposte alle fiaccole del rito pagano dei Lupercalia, celebrati nell'antica Roma come segno di purificazione. I luperci erano i membri della comunanza fondata da Romolo in onore della lupa che lo aveva nutrito; essi durante i Lupercalia percorrevano il colle Palatino frustando chiunque incontravano sul loro cammino, in particolare le donne che con l'espiazione traevano stimolo alla fecondità. Anche il rito celtico chiamato Imbolc celebrava a inizio febbraio il ritorno della luce coincidente con la fase discendente dell'inverno. 

Il giorno dopo la Candelora, il 3 febbraio festa di San Biagio, il sacerdote incrocia due candeline benedette e le poggia sulla gola dei fedeli per preservarli dalle malattie della gola; il giorno di santa Croce, il tre di maggio, nelle campagne qualcuno conficca ancora delle croci di canna recanti sulla sommità la palma d'ulivo, un giglio e un pezzo di candelina per proteggere campi e raccolti minacciati dalla grandine e dagli insetti.

In casa la candelina trovava posto sopra il letto insieme alla palma e all'immagine sacra della Vergine col Bambino.

La candela veniva anche usata a protezione dei temporali: si poneva fuori dall'uscio o sul davanzale della finestra, insieme ai ferri del focolare, per scongiurare la caduta di fulmini e saette

nella casa.

Infine, in modo apparentemente poco rispettoso ma terapeutico, le candeline talvolta venivano usate per sbloccare le costipazioni intestinali dei bambini .

 

 

 

 

 

La candelora e le previsioni del tempo
Commenta il post

Giovanna 02/05/2015 01:44

Da bambina in famiglia la festeggiavamo ...bei ricordi!

berenice 02/03/2015 08:54

Grazie Bruna

Bruna Stefanini 02/02/2015 11:49

come semprei tuoi post sono interessanti e gradevoli

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